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album Demo - DYD

recensione DYD Demo

2008 - New-Wave

RECENSIONE
04/03/2008

Nessuna informazione, nessuna copertina, niente nomi dei componenti, niente provenienza. Solo tre titoli tre canzoni per i misteriosi Did: parla solo la musica, ed in fondo è un bene che sia così, no? Bene, questa misteriosa band è figlia degli anni 80 e a livello di suoni è stretta parente dei più famosi Yumiko: stesso amore per il pop gotico dei Cure, con una sferzata di rabbia e chitarre spigolose alla Wire in più, senza nascondere un amore new romantic per i primi Duran Duran, evidente nel ritornello di “Weak G Band Star”. Figli italiani in (consueto) ritardo dell’ondata di nostalgia per gli Eighties che qualche anno fa ha travolto Usa e Uk con nomi come Editors o Interpol (senza contare che dieci anni fa da noi erano stati i Bluvertigo ad aprire la strada). Più post-punk che new wave grazie al suono dell’overdrive (o sarà un valvolare saturo? Beh, il risultato è quello), i Did suonano tutto meno che nuovi, ma freschi ed energici sì, tanto che i loro brani possono sembrare tutti una versione rimasterizzata di qualche oscura band minore dell’83/84. Gradevoli, ma per appassionati.

Tracklist

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