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RECENSIONE
28/02/2008 di Francesco Morstabilini

Esistono generi i cui caratteri sono canonizzati a tal punto, soprattutto se godono di una notevole esposizione mediatica, da cristallizzarsi in forme quasi paradigmatiche, si trasformano in formule pronte all'uso e riconoscibili immediatamente fin dal primo ascolto. Il pop-punk dei marchigiani Blasting Gelatins non sfugge al processo appena descritto, e non è difficile scorgervi il marchio della scuola californiana guidata dai Green Day di “Kerplunk” e “Nimrod”, filtrata dalla recente fiumana Mtv-punk aperta dai Blink 182. Le generazioni passano e il punk non è più roba da disadattati dotati di cresta; che si chiami power-pop, attualmente, non interessa a nessuno. Però. Però le Gelatine Esplosive ci sanno fare; volenti o nolenti il piedino batte i quattro quarti e si fischiettano i vischiosi ritornelli di “Just a While” e “Scratch the Color”, appiccicosi nella memoria come un chewing-gum sotto le scarpe. I tre ragazzi dimostrano un gusto per la melodia indiscutibile, che risalta in particolare nello strumentale “Sitting at the Window”, piccolo bocciolo di stop&go. In generale, l'affiatamento e le capacità d'arrangiare melodie ficcanti ci sono eccome. Altra nota positiva: si possono scorgere derive indie che sono promesse per il futuro (i Dinosaur Jr nel ponte di “Oceans & Lights”, i Doves nel ritornello di “Scratch the Color”). I tre musicisti sono giovani (18 anni la media d'età) e, se svilupperanno i germogli di personalità sparsi qua e là in queste poche tracce, hanno forti potenzialità di crescita. Per ora, nulla di nuovo sotto il sole, se non uno scattante power-pop da fratellini minori dei Good Charlotte (ma non dei Blink, grazie a dio!).

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