10/03/2008

Dopo aver già scritto dei Fuh in passato, precisamente del loro ep omonimo registrato nell'estate del 2005 – a cui ne è seguito un altro, "Int/Ext", nel 2006 - ecco "Extinct", lavoro del 2007. In questi anni il gruppo piemontese ha avuto diverse occasioni per farsi notare, dal palco di Italia Wave a quello del Traffic Festival, passando per i concerti al fianco di gruppi italiani e stranieri quali Nebula, L'Enfance Rouge, Jennifer Gentle, Verdena e Disco Drive.

Che nel frattempo i Fuh siano cresciuti è fuori discussione. Hanno affinato la tecnica e sviluppato un metodo, riuscendo comunque a mantenere quegli elementi che li rendevano apprezzabili fin dall'inizio. Tecnica e metodo, dunque compostezza. Ma anche energia fuori controllo, emotività e violenza fatta musica. Un ossimoro: caos e ordine.

Il riferimento principale del gruppo continua ad essere il noise-rock statunitense degli anni '90, con gli Unwound a dominare su tutti, anche se inizia ad emergere una propensione al math rock. La direzione è quella di mostri sacri come Shellac e Three Second Kiss dunque. Caos e ordine: noise e math. Un math rock sicuramente acerbo, carente di tecnica, ma ben mescolato al resto, come dimostra un pezzo come "Eveline".

Superata la fase dell'indecisione, i Fuh dimostrano di sapere dove vogliono andare. E con "Extinct" imboccano un strada dritta e piena di tornanti, incasinata e ordinata, da percorrere con metodo ed estro. Davvero bravi.

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La recensione Fuh - Recensione - Extinct di Sara Loddo è apparsa su Rockit.it il 20/07/2019

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