16/11/1999

Mi succede ormai spesso, chiaccherando di musica, di trovare interlocutori che ormai non sopportano più lo ska, che lo vedono chiuso in se stesso e privo di novità, come dire, congelato in quei pochi giri che sembrano tutti uguali. Senza dubbio lo ska ha questo rischio e i gruppi, ad un ascolto superficiale, possono sembrare molto simili, ovviamente c'è una questione d'orecchio e spesso l'invenzione ska-core non è sufficiente ad aprire nuove strade, ma il bello dello ska, specie di quello più lento, cioè del cosidetto rocksteady, come quello degli Arpioni, è la dimensione di tranquillità e rilassatezza, non è il reggae, troppo lento, e non è lo ska, troppo veloce.

"Un mondo in levare" è quindi un ottimo disco da compagnia, da locale, da ballare lento con un cocktail in mano, soli o in due, o tra amici, senza dover sudare, restando tranquilli e sorridendo. Ottimo negli spunti jazzati di "Alibi" e in quelli cubani di "Yayabo - Ska", un po' meno efficace nello ska tirato di "Nuvoloni". Divertente nella cover di "Una carezza in un pugno" di Celentano, ma anche impegnato (a sinistra), come tutti i dischi della Gridalo Forte, con brani antiproibizionisti ("Mi piacciono le femmine") o contro sfruttatori, ingiustizie, ipocrisia ("Nuvoloni", "Supera i confini"...). Bella e speranzonsa è "Il Sol dell'Avvenire", descritta nelle note stampa come "un inno ska al nuovo futuro che sembra non arrivare mai", arricchita anche con degli ottimi inserti di piano. Ultime considerazioni sul libretto: i testi sono riportati in tre lingue, eh! quando si dice che un disco è comunicare! Complimenti anche per le foto: ma quello lì è Laurel Aitken? il padre dello ska?

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