19/05/2008

"Proteggimi dalle canzoni inutili"

Finalmente. Le Luci Della Centrale Elettrica, cioè Vasco da Ferrara, nemmeno 25 anni. Qualcuno capace di urlarci in faccia il tempo devastato e vile in cui viviamo, con quella rabbia&dolcezza che solo chi viene dalla provincia ed è giovane davvero (e ha un talento smisurato) si può permettere. Qualcuno che lo si aspettava da tempo, da troppo tempo, ripiegati su noi stessi a sentir canzoncine o nenie (o lagne) senza spina dorsale senza intensità di sguardo senza rabbia di vivere. Impegnati a guardarci allo specchio ci eravamo dimenticati che esisteva ancora un mondo intorno, fuori. Una sorpresa per tutti, l'anno scorso, con 4 pezzi a girar su internet e quel blog scritto come se qualcuno avesse preso l'Italiano e l'avesse reinventato dall'inizio alla fine per rendercelo più "attuale" e Vivo. Perchè è così la scrittura di LLDCE, a dirla in 2 parole: viva e nuova. Cioè ci racconta il quotidiano con la lingua dell'oggi, cioè "parla come mangi" e se non mangi perchè il frigorifero è eternamente vuoto, perchè nemmeno uno straccio di lavoro precario sottopagato ti permette una vita che sia al di sopra del livello della sopravvivenza, allora o stai zitto o parlerai/urlerai così. E questo "Canzoni da spiaggia deturpata" sarà la tua raccolta di inni e sacramenti da scandire ogni singolo maledetto giorno, per esorcizzare questo fottuto male di vivere, perchè comunque la Bellezza si nasconde anche dove non l'aspetti, perchè l'Amore respira nelle stanze di appartamenti subaffittati e - forse- ha gli occhi chiari e ha capelli che sono come fili scoperti. E quindi.

E' bellissimo e straziante e commovente questo disco. E' forse ancora più bello perchè dopo tanta attesa non solo conferma le aspettative ma le supera in scioltezza. Già. Dopo un demo grezzissimo ruvido e urlato (inascoltabile per la maggior parte delle persone "normali"), che aveva raccolto gli entusiasmi di tutto il micocosmo dei vari blogger ed "esperti del settore", finalmente quelle stesse canzoni (non tutte ma diciamo la maggior parte) trovano forma e compimento nella produzione perfetta di Giorgio Canali che ne affila spigoli e ne pulisce l'irruenza il rumore di fondo la chiusura, lasciandone intatto l'ardore riesce ad "aprire" le canzoni e ne amplifica la forza d'urto. Il risultato è dirompente. Un disco immaginifico e potentissimo. 10 canzoni come 10 Molotov lanciate contro la melassa annichilente di un Paese disastrato, contro la lobotomia e la morte del vivere quotidiano in una società sconfitta dal dio denaro e dalla brama di potere. Immagini e metafore come se piovessero. Ogni singolo brano è così denso da riempire potenziali sms o diari di citazioni. Tra De Andrè, Rino Gaetano e i CCCP. Ma anche Tondelli, Pazienza e Genna. Pura poesia urbana. Un bacio ad occhi aperti in mezzo ai lacrimogeni. Una dichiarazione d'amore sul letto di morte alla Canzone Italiana. Si scomodi pure la parola Zeitgest (spirito dei tempi), ma non pretendiamo che a capirlo sia così immediato. Anzi, cerchiamo di capirci, proprio perchè è Importante, questo disco non è roba facile o per le masse, e non è ancora -quindi (purtroppo)- la rivoluzione: però è un ottimo disco d'esordio, un buon punto da cui partire per. Iniziamo a farlo girare e conoscere, ovunque, a chiunque. Senza chiusure o preconcetti o gelosie/invidie del menga. Facciamo sentire le canzoni di Vasco (LLDCE) a chi conosce solo Vasco (Rossi), facciamo capire che - perdonate il gioco di parole da pirla- un altro Vasco è possibile. Iniziamo il contagio. Ricominciamo (anche) da questo disco. Perchè ne vale la pena, in tutti i sensi.

"Rovistando tra i futuri più improbabili voglio solo futuri inverosimili".

PS 1: se LLCDE venisse da Portland e non da Ferrara sarebbero tutti qui a gridare al miracolo.

PS 2: per quanto mi riguarda miglior disco italiano del 2008, ma dopo tutto quello detto fin qui non devo convincere nessuno, ognuno ascolti e decida per sè.

PS 3: grazie Vasco per ognuna di queste canzoni.

Commenti (66)

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  • Alessandro Rosi 22/11/2009 ore 19:44 @alexx

    Caro tiroallafune.
    Tu puoi dire quello che vuoi,questo è certo,ma caschi nel ridicolo.
    Sei un montato.
    Ho sentito la tua roba e ,dire che sei meglio dei Marta sui tubi è un'offesa all'intelligenza.
    A me Vasco Brondi non piace per nulla,ma non pensare d'esser meglio.
    Sei solo sconosciuto ed invidioso.........ah ed arrogante.
    Si si,andrai proprio lontano nella musica,si vede come non ti si incula nessuno...umiltà ci vuole.
    Visto che ti piace tanto usare il dizionario vai a cercarne il significato.
    Ma pensa te....poveraccio.

  • YUPPIEST 14/02/2010 ore 15:34 @yuppiest

    Semplicemente, più ascolto questo disco più mi rendo conto che questa è il cantautorato italiano che tanto aspettavo. Stupendo.

  • Gianluca Dominoni 14/09/2010 ore 01:01 @gianlucadominoni

    Aolo per dirvi, che alla fine, quello che conta per me quando ascolto un album sono i brividi che mi salgono su dalla schiena quando lo ascolto nella mia auto, mentre guido, da solo, puramente un fatto emozionale che accomuna tutte le forme d'arte, credo (anche se la musica è la forma d'arte senza forma apparente) ... per quanto mi riguarda questo è un album fondamentale della mia vita di ascoltatore ignorante, ed è incredibile sapere che c'è e che posso ascoltarlo tutte le volte che voglio e sapere che a seconda dei miei stati mi strazia o mi sazia (era dai tempi di In Rainbows) ... poi tutto è opinabile, ma penso che non si potrà convincere mai nessuno in fatto di gusti musicali, al più si può consigliare ... ognuno ha la propria presunzione di capirci, tuttavia la profondità della vera comprensione musicale non sarà mai veramente determinabile. Lasciatevi guidare dalle emozioni, datemi retta ...
    Ah a posteriori considero fondamentale per l'atmosfera dell'album lo zampino di Re Giorgio Canali, una delle poche persone in cui lo stile va di pari passo coi contenuti...
    Perciò, ave a Vasco Brondi, l'unico Vasco che, al giorno d'oggi, vale la pena di ascoltare (almeno questa passatemela...)


    (Messaggio editato da gianlucadominoni il 14/09/2010 01:02:12)

  • Erika De Paolis' 08/05/2011 ore 13:27 @erikadepaolis

    Cazzo,cos'è che è 'sto disco.

  • Marco Biasio 06/06/2011 ore 18:38 @bisius

    Il disco sottrae al demo l'unica cosa che permetteva a Vasco Brondi di esistere: l'urgenza. Gli arrangiamenti piallano i vecchi pezzi in una pressa indie-italica monocroma ed ostinatamente uguale a sè stessa (un brodo imbevibile) e fanno nascere i nuovi sotto un'aura di sbadigli infinita. Vasco Brondi per me rimane quello di "Candidosi". Col disco successivo sarà ancora peggio.

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