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RECENSIONE
29/05/2008

Quando il sole non ancora caldo taglia le forme e produce ombra, velocemente bianco e nero, velocemente quadri e linee rette e sagome geometricamente perfette. E nei momenti di luce la luce è abbagliante, e nel buio il buio freddo. I suoni sono così puliti, ritagliati con precisione nei toni della più pura new wave, e la voce è splendidamente incastonata nei brani. Come restare con la pelle indifferente mentre ascolti “Luce”, dolce viaggio denso di brividi, e il rapido carillon distorto di “Kreutzbergsatori” che sperimenta tocchetti di noise, e attraversando la romantica “Onda:limbico” il postwave diventa postpunk in “Cieli deserti”. Liriche curate e mood attualissimo nonostante evidenti riferimenti a gruppi eighties, i Kardia colpiscono con un calibrato equilibrio di luce e buio, realizzando un lavoro brillante e oscuro, bello.

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