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RECENSIONE
09/01/2009

La mia opinione sull'album degli Ombrarossa è efficacemente sintetizzata già nel titolo del disco stesso; ché tra i nove brani proposti ci sono davvero alcune scelte che considero discutibili. Infatti: pur apprezzando l'approccio naif, le tematiche affrontate (immagini prese dalla vita quotidiana) e l'ottima abilità tecnica (espressa proponendo una combinazione di blues, country e rock d'autore) su cui poggia il disco, nell'insieme lo trovo poco convincente e perlopiù pervaso da un'atmosfera stantia. Sarà forse colpa di melodie un po' ripetitive o dell'eccessivo puntare su un'espressività troppo scarna , fatto sta che "Alcune scelte discutibili" mi pare fiacco e solo a tratti riesce a trasmettermi delle emozioni (ad esempio, nel brano "Santina" o in "Eagles" canzone in cui mi sembra di leggere un tributo ai Diaframma di "Un temporale in campagna").

Spero comunque che la band in futuro riesca a manifestare meglio la sua personalità e ad assemblare in maniera più efficace i suoi tasselli espressivi.

Tracklist

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Commenti (4)
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  • aliscius 10/01/2009 ore 11:59

    posso dire la mia?
    senza offendere nessuno??
    ho ascoltato il disco tutto di fila, e già è un buon segno, e poi ho anche invitato gli ombrarossa a suonare da noi. secondo me l'unica scelta veramente discutibile è stata quella di non cercare un vero vocalist. in un album come questo l'espressività, l'interpretazione, sono troppo fondamentali per lasciarle ... così...
    avevo già parlato di questo con flavio (mi pare??), mi è stato risposto (comprensibilmente) che "se la canzone la scrivo io, è giusto che la canti io" (più o meno). io non posso che rispettare la scelta, ma mi permetto di... discuterla!

    per il resto, i testi sono davvero semplici, raffinati e .. toccanti, perchè no. l'atmosfera del disco è gradevole, avete reso bene l'idea che avevate in mente, nonostante il disco sia stato partorito più o meno in casa (vero?).

    pace, ragazzi, ci si vede in giro

    > rispondi a @aliscius
  • alep 14/01/2009 ore 14:40

    Ringraziamo Federico Linossi per la recensione scritta su Rockit a riguardo del nostro primo lavoro Alcune Scelte Discutibili. La recensione (del 9 gennaio 2009) esce 8 mesi esatti dopo la presentazione al pubblico del disco (9 maggio 2008). Ci fa molto piacere poterla leggere mentre siamo già al lavoro per produrre la nostra seconda creatura che speriamo, come fa il Linossi, sia migliore della precedente.

    Noi, ombrarossa, ringraziamo Linossi per gli apprezzamenti, e anche per l'augurio di un futuro in cui potremo forse manifestare meglio la nostra personalità.

    Pensandoci bene ringraziamo anche per le critiche. Primo perché si usa così. Secondo perché gli aggettivi usati nella recensione: stantio, scarno (troppo) e fiacco, possono essere valutati osservandoli da diversi punti di vista.

    Fiacchi, chi ci conosce, lo sa bene che lo siamo. Non potevamo fare altro. Va a vedere se sia un bene o un male...

    Se poi non pensiamo che un'espressività scarna sia cosa di cui preoccuparsi, il troppo aggiunto è solo una sfumatura, uno spingere sull'acceleratore che può essere giudicato solo soggettivamente. Per Linossi è: troppo.

    Sullo stantio dobbiamo dire che ci ha azzeccato. Stantio è qualcosa che è diventato rancido e ammuffito, come un formaggio, il burro, o altri alimenti che sono stati conservati per troppo tempo in frigorifero o in una cantina per esempio. Lavorando duro sulle nostre cose, con il solo aiuto dei nostri fiacchi cervelli e fiacche energie, senza poter investire soldi che non abbiamo, il lavoro di produzione doveva necessariamente prendere un po' di quell'atmosfera stantia nella quale siamo stati costretti a registrarlo. Appunto, in una cantina.

    Non trovando il termine stantio offensivo, intendiamo persino condividerlo col nostro Linossi. Dobbiamo sottolineare infatti che il titolo dell'album Alcune Scelte Discutibili contiene già una certa, evidente e volontaria, autoironia. E troviamo che fare ironia sull'autoironia sia un mezzo retorico piuttosto stantio, e dobbiamo dire anche fiacco.

    Riteniamo tra l'altro che efficace vada scritto così:
    EFFICACE
    Non: efficacie, come vorrebbe il recensore. E questo non è solo un punto di vista.

    ombrarossa
    :[

    > rispondi a @alep
  • Federico Linossi 14/01/2009 ore 21:39

    Questo mio commento è per dire che delle versione iniziale della mia recensione avevo anche scritto:
    "Onestamente mi spiace esprimermi in questi termini perché negli Ombrarossa intravedo chiare potenzialità e mi affascina molto la loro biografia “on the road”; ma tant’è…"
    ...frase poi non pubblicata per motivi editoriali.

    Detto questo; ribadisco comunque le mie (personali e soggettive: come, d'altronde, sono tutte le cose a questo mondo) opinioni su "Alcune scelte discutibili".
    Opinioni che gli Ombrarossa mi hanno espressamente richiesto mandandomi il loro disco per la recensione...
    Forse ora si pentiranno di averlo fatto, ma ormai, "ahiloro", devono accettare i miei giudizi.

    Informo poi che, leggendo l'appasionato commento degli Ombrarossa (con il quale la band dimostra una personalità ben diversa da quella espressa nel loro cd), penso che in futuro mi rivolgerò a loro per supporto di carattere letterario (in modo da prevenire eventuali errori grammaticali e l'uso "mezzi retorici") rammaricandomi di non poter ancora fare altrettanto per consigli in ambito musicale.

    Chiudo chiedendo agli Ombrarossa di chiarirmi il sotto riportato concetto (chè, ahimè, da solo non sono riuscito a comprendere)


    Se poi non pensiamo che un'espressività scarna sia cosa di cui preoccuparsi, il troppo aggiunto è solo una sfumatura, uno spingere sull'acceleratore che può essere giudicato solo soggettivamente. Per Linossi è: troppo.

    > rispondi a @flinossi
  • alep 16/01/2009 ore 11:39

    Non siamo pentiti di aver fatto recensire il nostro cd da Rockit. Anzi, ringraziamo Federico Linossi che ha ascoltato e recensito. Su molti punti siamo d'accordo con la sua opinione.

    Abbiamo ritenuto di muovergli alcune critiche che sono state espresse nel nostro commento. Un commento che per buona parte è un autocritica. E se, nella parte in cui parliamo del testo di Linossi, siamo risultati in qualche misura offensivi, ce ne scusiamo.

    ombrarossa

    > rispondi a @alep
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