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RECENSIONE
21/10/2008

Per presentare questo nuovo lavoro dei Duemanosinistra si potrebbe mutuare il detto cileno "La casa è piccola ma il cuore grande": al dispetto dello scarsissimo minutaggio il disco è, infatti, pervaso da un'intensa generosità espressiva.

In dodici minuti le atmosfere sonore alternano melodia e sferzate ritmiche infondendo fascino ed originalità alle tre composizioni proposte: "Narciso/a" dalle atmosfere cigolanti e dal testo visionario ("Smania carnivora fiore di narciso guarda lo schianto che affonda nel mio viso tu sei solo uno specchio d'acqua eri solo uno specchio d'acqua"), la pulsante "Quasi quasi sottopelle" e "La caduta di un passero" dai tratti ipnotici ed intimisti.

Il risultato è un disco davvero interessante che evidenzia quanto la band sia stata capace di assimilare i modelli trasmessi da gruppi storici del rock italiano (Marlene Kuntz ed Afterhours) riuscendo poi ad elaborare una propria ed originale dimensione compositiva.

L'unica cosa che mi lascia perplesso è la scarsissima fecondità discografica (al momento ho reperito solo un altro disco di tre pezzi realizzato nel 2003) vorrei poter ascoltare molto di più.

Commenti (1)
  • Orlando Manfredi 07/01/2015 ore 17:23

    Ora che è in uscita un nuovo album preciso che l'"intimo rock" di cui sopra non è il mio long playing omonimo uscito tra 2010 e 2011 (Mexicat/Audioglobe), trattandosi invece di un ep d'un paio d'anni precedente. Sta cosa non sono mai riuscito trasmetterla a rockit.

    > rispondi a @duemanosinistra
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