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RECENSIONE
27/05/2008

L’enigmatico Enrico Bassi è solito accompagnare i suoi dischi con auliche introduzioni didascaliche, più o meno autocelebrative, contenute all’interno del booklet. Se nel suo precedente lavoro “71°10'21"N” parlava di “ambienti sonori, con linee immaginarie di demarcazione spirituale, vedute estasianti, panorami che sprigionano senso di abbandono e solitudine, oceani immensi e migliaia di laghi" in questo suo ultimo album esalta la sua musica con enfasi non dissimile: ”il pensiero, le visioni, il viaggio del corpo della mente, il tutto in musica, compreso l’ingresso in un rito pagano, nel mistero che lo circonda e nella potenza della rivelazione. Per la salvezza dell’anima, per non morire nel nulla, per vivere una vita migliore”. Pur esagerando un po’, tutto sommato, questa volta si guadagna maggior credibilità rispetto al lavoro precedente, rinunciando drasticamente alle parti cantate e ad orchestrazioni piuttosto scontate a vantaggio di miscelazioni strumentali che pur senza raggiungere i preventivati intenti salvifici e rivelatori tratteggiano efficacemente atmosfere evocative – toccante il messianico minimalismo di "Kykeon” – in un continuo intrecciarsi di non-luoghi e mistiche visioni siderali, in diligente ottemperanza alla “sceneggiatura teorica” del disco basata su alcuni testi dello scienziato/filosofo svizzero Albert Hofmann (universalmente conosciuto come lo scopritore dell’LSD) e su alcune vicende misteriche tratte dalla mitologia classica.

Una produzione elettronica delicatamente in bilico tra Vangelis e i Tangerine Dream edulcorata da personalissime derive ambient.

Una decongestionante colonna sonora per lupi solitari del terzo millennio e giovani autostoppisti interplanetari che guardano fuori dal finestrino dell’astronave.

Tracklist

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