Julie's Haircut N-Waves / U-Waves 2007 - Strumentale, Sperimentale, Psichedelia

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Il 10 pollici è un ottimo formato per invitare una ragazza a cena in casa. I lati solitamente non superano i 12 minuti, vuol dire che avete la possibilità - nel caso la Lei di turno sia “una molto difficile” e voi uno che si agita facilmente - di uscire più volte dalla stanza con la scusa di dover girare il disco e riacquistare la giusta calma. Lei invece può approfittare della vostra assenza per gettare in bagno quello che aveva nel piatto per poi rispondervi sorridente: “Buono, te la cavi”. Questo dei Julie’s Haircut è tra i 10 pollici più indicati. La copertina bianca con fini disegni caleidoscopici può permettervi di imbastire discorsi su quanto “il minimale sia elegante”. Poi la musica: partendo dal presupposto che abbiate scelto il lato con “Gemini Pt.1 & Pt2” – è consigliato - potete concentrarvi su quel giro di basso, affermare che “è lui che tiene su tutto”, abbozzare anche un “sentilo come si diverte, quanto è rock”, e far trapelare che non siete uno così intellettuale da non apprezzare una cosa bella e al tempo stesso popular – questo potrà generare un po’ di confusione dopo che Lei è stata costretta a sorbirsi quel roboante discorso sul minimalismo ma vi dipingerà come persona eclettica – al massimo potete dire che il finale psichedelico è “interessante”, e farvi scappare a voce bassissima un “moltissimo kraut” come se fosse la prima cosa che avevate in bocca ma che preferivate non dire per non metterla a disagio con parole strane. Con il secondo lato – più psichedelico - potete lanciarvi nelle improvvisazioni più pericolose, sicuri di atterrare sempre sul morbido. Citate nomi illustri, i compositori contemporanei e ditele “ma sai che queste cose già le facevano nel…”, che “questa è a suo modo una musica popolare”. Siate poetici: “è come vedere da lontano un temporale che arriva”. Stati di trance, momenti mistici, di crescita interiore, per finire a parlare della vostra adolescenza concludendo con un “io queste cose le ascoltavo a 16 anni perché mi mandavano fuori più degli acidi” e raccontare della vostra personale esperienza con il mondo della droga (potete inventare). Questo secondo lato ha anche una qualità in più: essendo così confuso e “astratto” – parola che potete utilizzare più volte - potete spacciare il rumore della puntina che raschia a fine corsa come un suono voluto, questo se per caso il corteggiamento ha preso un buona strada e non vi va di alzarvi.

Se poi lei ci è cascata fino in fondo – o se ha deciso che quella sera gli andava un po’ di ginnastica dolce – e un paio di ore dopo vi ritrovate stanchi ad annusare la sigaretta fumante che man mano si spegne nel posacenere mentre lei si riveste. Se davvero avete rimediato una scopata grazie ad un disco dei Julie’s Haircut. Allora mandate una mail al gruppo, raccontategli tutta la serata. Ditegli onestamente che non ve ne intendete di musica ma che in fin dei conti queste tre canzoni non sono niente male. Cioè, che vi sono piaciute anche se non capite il perché. Che è merito loro se avete scoperto che cosa vuol dire la parola kraut rock. E che, a vostro modo, gliene siete grati. Apprezzeranno. Forse vi dedicheranno una canzone nel prossimo vinile.

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La recensione N-Waves / U-Waves di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2008-06-23 00:00:00

COMMENTI (2)

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  • sovietstudio 14 anni Rispondi

    Ma è piaciuto o no il disco?
    Non sarò particolarmente acuto ma non l'ho assolutamene capito.
    O forse si,nel caso sia andato in buca.

  • faustiko 14 anni Rispondi

    Giorello in grande spolvero!!! :]
    Veramente una bella rece nella versione del racconto... m-i-t-i-c-o!!! :[