18/07/2008

Cristalli di ghiaccio tra rami definiti, il sole è lontanissimo, la serenità pure. “When your body talks” è il dark rabbioso dei Bauhaus, lo sguardo teso pendant col cuore nero, ma lascia subito spazio ad altri umori: si respirano gli Echo & The Bunnymen (“Unbelievable”) e la freschezza introspettiva di quegli ottanta pensanti che oramai sono solo un ricordo da giradischi, e quanto bianco e nero in movimento in “Hate you”, coi contorni di batteria pulita e la chitarra asciutta, e il recitativo ferrettiano di “My way” e il generale eclettismo della voce che rende ogni pezzo un po’ diverso ma in fondo di comune matrice; i Dorothi Vulgar Questions sono bravi, forse un po’ fuori tempo (metafisico) e carenti in fase di mastering (il cd va ascoltato a 8/10 vol. e le batterie del mio lettore volano via), ma hanno qualcosa che ti fa tenere gli occhi fissi nel finestrino, l’intensità e la forma, dunque va bene così.

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