12/08/2008

Alcuni degli ultimi side project degli Zu – gli Udus, dove il sassofonista Luca Mai suona con i Neo e questi Black Engine, dove il trio è al completo e si aggiunge Eraldo Bernocchi – hanno un certo sapore lugubre e scuro. Il gruppo romano non aveva mai negato di essere ben disposto verso il metal, in “Ku Klux Klowns” queste sfumature emergono evidenti pur non snaturando i tratti distintivi che già conoscevamo (l’attitudine noise, l’amore per le acrobazie ritmiche e per l’ipnotismo). I Black Engine sono monolitici: grossi muri sonori che si muovono più o meno velocemente tra stacchi di batteria serrati e decisi. “Ku Klux Klowns” ci riporta agli episodi più jazz punk degli Zu, ricorda gli esordi dove i tre picchiavano duro e si affidavano ai cambi veloci e agli intrecci di partiture. Bernocchi contribuisce a rendere i pezzi più aggressivi e al tempo stesso fluidi. Le ultime tracce allentano le strutture e puntano alla confusione: “Controversy Over The East Bank” è più psichedelica, “The Humiliation Of An Impotent God” è un continuo saliscendi, “Ignite, Isolate” è un turbine cattivissimo che perde il controllo e finisce in un’improvvisazione oltremodo violenta.

E’ sicuramente uno dei dischi più potenti che ho ascoltato ultimamente, forse non riesce a tenere viva l’attenzione per tutta la sua durata e, personalmente, preferisco i lavori più destrutturati che gli Zu hanno proposto finora (tra tutti: “Indentification With The Enemy”, “The Way Of The Animal Powers”). E’ comunque un’ottima uscita.

Tracklist

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