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RECENSIONE
09/10/2000

Recentemente sono stato criticato perche non mi riesce di parlar bene di coloro che provano a fare grunge in Italia... effettivamente trovo che la concentrazione di banalita' e scopiazzamenti tocca i massimi livelli proprio in questo genere... ma finalmente eccomi a parlare quantomeno in termini positivi, anche se non propriamente entusiastici, di una formazione che si ispira alla sonorita' di Seattle.

Gli Handle With Care dimostrano di aver assimilato l'insegnamento degli americani, vedi Nirvana e compagni, riuscendo pero' a estrapolarne l'essenza per proporci una rielaborazione che sa offrire addirittura qualche leggera, ma apprezzabile, variazione sul tema.

I suoni sporchi dominano gran parte delle composizioni, che hanno pero' il pregio di sapersi aprire a dolci momenti elettroacustici, pur ripiombando inevitabilmente nell'inquietudine delle distorsioni.

La ritmica e' quella semplice e tirata tipica dei Nirvana, con il basso e la batteria pronti a tessere un tappeto rabbioso su cui dipingere le lineari effusioni chitarristiche.

Non ci sono colpi di scena o passaggi imprevedibili, eppure le composizioni riescono a imporre una propria dimensione, fatta naturalmente di impeto, ma senza mai perdere d'occhio la melodia che spesso sembra prendere il sopravvento.

Le doti vocali del cantante non si possono certo definire di primordine, con quegli spunti stonati e le liriche imprecise... ma in questo contesto riescono a imprimere la giusta sfumatura ai brani.

In definitiva ci sono otto pezzi (piu' ghost track) che nella loro immediatezza hanno il pregio di farsi ascoltare piu' di una volta senza risultare stucchevoli.

Non stiamo parlando di un lavoro sensazionale ne' di una musica particolarmente originale... ma gli Handle With Care dimostrano come si possano comunicare le proprie emozioni anche con un genere inflazionato come il grunge... spesso e' sufficiente essere sinceri e non cercare troppo rifugio nei maestri d'oltreoceano...

Tracklist

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