08/09/2008

Questa è una musica profondamente emozionale. Una musica che non ha bisogno di voce. Anzi, ne verrebbe danneggiata. Qui gli strumenti si corteggiano, si accavallano, si sposano e subito dopo vanno a sbattere con furia uno contro l’altro – un po’ come le persone, che altro non sono se non sofisticati contenitori di emozioni. Puro post-rock à la Explosion in the Sky dunque, con tanta pratica ancora da fare.

Come il tango, ballo che dà il titolo al disco, fatto di classe, passione e improvvisazione, così anche queste quattro tracce estremamente dilatate sembrano basarsi essenzialmente sulla creatività dei Neil on Impression. Nulla appare prestabilito. Tutto sembra crearsi in modo spontaneo, come se gli strumenti conversassero in un linguaggio tutto loro, sul quale noi umani possiamo soltanto fare delle ipotesi. E se allora in “Like hippos swimming to the moon” ci si figura un viaggio con lo sguardo rivolto alla luna, una corsa infinita fatta di pause, accelerazioni, rassegnazione e fede, in realtà non possiamo sapere cosa si dicono davvero piano e violino. La loro è una danza in cui si invertono continuamente i ruoli, il primo guida il secondo e viceversa, per cedere poi il passo agli altri strumenti. Altro episodio imprescindibile è la title track “The perfect tango” ispirata al capolavoro di Bertolucci, dove, come dicono i Neil on Impression nel loro sito internet: “il ballo e il contatto creano una storia che non ha bisogno di parole per essere raccontata” e dove “la passione sfuma in una dolcezza estrema”. Tanta poesia. Tanta passione. Ciò che deve essere approfondita è la tecnica. Ma si sa, il tempo guarisce tutto.

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La recensione Neil on Impression - Recensione - The Perfect Tango di Sara Loddo è apparsa su Rockit.it il 24/07/2019

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