13/01/2009

Ascoltare questa band è un po' come fare un'incursione in un film di Emir Kusturica, o uscire imbottiti di vodka con una freddissima serata in terra russa. C'è tutto quello che serve per riscaldarsi: il calore delle trombe e dei tromboni, il ritmo di una perfetta banda (o protobanda con bombetta, come amano definirsi). I Maciste confezionano un disco pieno di marcette in stile Bregovic, in cui tracce di musica balcanica si mischiano a un combat-folk davvero molto originale. La title-track introduce perfettamente allo spirito dell'album con un magistrale crescendo musicale, la voce waitsiana di "Callaghan is dead" accompagna quello che è uno strano incrocio tra blues e marcia davvero ben riuscito. Ma il capolavoro del disco è certamente quella "Turkish coffee" che sembra uscita dalla colonna sonora di "Underground" e che ispira agli occhi immagini felliniane. Un'ottima prova: divertente, frizzante e creativa, che troverà nel live la sua massima espressione. Insomma se a metà della prima traccia non vi viene voglia di saltare e di dimenarvi, beh allora mi sa che siete messi davvero male.

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati