10/02/2009

Da non fan del genere, mi compiaccio nel vedere che chi si impegna nella causa del crossover/nu metal non ricalca solamente i riff pallosissimi dei Linkin Park, ma si ispira alla follia creativa dei System of a down, unica - o quasi - band di quella "scena" ad aver lasciato come eredità qualcosa di interessante. I lombardi XToy, pur essendo nel 2009, ahimè, ampiamente fuori tempo massimo, risultano un gruppo con le palle, che compone brani intricatissimi e ben suonati, dimostrandosi tra i pochi credibili ancora oggi. Certo, l'influenza della band armeno-statunitense è talvolta fin troppo evidente - vedi il brano "Reflected in herself" - e si rischia di cadere nel copia/incolla, ma presumo che questo sia ampiamente messo in conto. L'alternanza del cantato con l'urlato e certi stacchi improvvisi, dal melodico al caotico sono il marchio di fabbrica di un suono che una decina di anni fa avrebbe spopolato. Da premiare la coerenza nel seguire ciò che si ama, con una leggera evoluzione ed una più marcata indipendenza compositiva, il gruppo potrebbe ottenere risultati positivi. "My Master Luthier" ingloba tutti i brani nati nella loro ormai durevole carriera, e tra alti e bassi, direi che la sufficienza è raggiunta senza sforzi.

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La recensione Xtoy - Recensione - My Master Luthier di Stefano Fanti è apparsa su Rockit.it il 24/08/2019

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