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RECENSIONE
13/12/2010

"Traslucidi sogni di uomini in fiamme d'avorio" è un Dvd del 2007, l'abbiamo ricevuto insieme all'album "L'ineluttabile paradosso di Cassiopea" (pubblicato quest'anno). La band si chiama Laventunesimafobia, sono di Palermo e fanno un rock sperimentale e claustrofobico. Dopo aver visto i video, e aver riposto il Dvd nell'apposita custodia, mi sono chiesto, tra me e me: "che cazzo di senso ha tutto questo?" Sono dei banalissimi video amatoriali, per di più prodotti male, senza fotografia, che avrebbe potuto realizzare pressoché chiunque, in casa propria, senza nemmeno spenderci due lire. L'idea che tutti possono fare tutto non può e non deve passare. Ci sono un tot di videomakers di talento che non riescono a sbarcare il lunario, proprio perché passa l'idea che con una videocamera e qualche amico si fa un videoclip. Non è così. E recensire positivamente un prodotto come "Traslucidi sogni di uomini in fiamme d'avorio" è fare uno sgarbo a tutti loro.

Tracklist

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Commenti (5)
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  • Nacho Fever 13/12/2010 ore 16:59

    Minchia! :|

    > rispondi a @nachofever
  • Elena Muti 14/12/2010 ore 23:43

    Eh beh se ci danno dentro! Bravissimi !

    > rispondi a @elenamuti
  • Laventunesimafobia 21/12/2010 ore 11:44

    Salve a tutti, mi chiamo Roberto e sono uno dei componenti de Laventunesimafobia. Vorrei innanzi tutto ringraziare il Sig Papetti per il tempo dedicato all’ascolto e alla visione del nostro lavoro. Premetto che non abbiamo mai replicato alle recensioni che riceviamo, né quando sono positive, né come questa, negative; crediamo che il confronto sia sempre un fattore di crescita costruttiva, questa volta però sento il bisogno di replicare in quanto credo ci sia stato un grossolano fraintendimento che non penso ci meritiamo e soprattutto perché a questi video ha collaborato un caro amico scomparso e ritengo rispettoso, anche per lui, replicare.
    Laventunesimafobia non è un gruppo musicale, una band nel senso comune del termine, è un progetto audio-visivo che prende le mosse e si ispira alle avanguardie artistiche che nel secolo scorso sono state definite “art Brut”: un’arte Grezza, di strada appunto, “che nasce dalla solitudine di artisti loro malgrado, che creano per una personale pulsione creativa confluente in una comunicazione immediata e sintetica pur nella estrema esiguità dei mezzi utilizzati. L’arte che si ignora, che non conosce il proprio nome, prodotta dall’ebrezza creativa senza alcuna destinazione. Una produzione artistica realizzata da non professionisti e al di fuori delle forme convenzionali”. Jean Dubuffet (fonte Wikipedia)
    Premetto questo perché la principale accusa che ci viene mossa dal sig. Papetti nella sua recensione, ossia: “dei banalissimi video amatoriali, per di più prodotti male, senza fotografia, che avrebbe potuto realizzare pressoché chiunque, in casa propria, senza nemmeno spenderci due lire”, è proprio lo scopo che ci siamo prefissi, lo scopo di questa avanguardia a cui ci ispiriamo, con i dovuti paragoni dati dai nostri limiti naturalmente.
    Le avanguardie artistiche, lo dice il nome stesso del resto, possono anche non essere ritenute Arte con la A maiuscola, e giustamente possono interessare o meno, però credo che almeno per giudicarle si debba conoscerle.
    Credo che nel fare una recensione ci si debba almeno informare su ciò di cui si giudica, leggere quanto meno la biografia dell’artista o presunto tale, o, in questo caso, almeno leggere il materiale presente, nello stesso portale che parla di quel progetto, per avere come minimo una visione che non risulti decontestualizzata (http://www.rockit.it/album/3283/laventunesimafobia-vite-prefabbricate) ad esempio... Poi il lavoro di qualcuno può piacere o meno, ed è giusto così, però credo che nel giudicarlo si debba avere l’onesta intellettuale di sapere di cosa si parla prima di esprimere un giudizio, positivo o negativo che sia.
    Infine un’ultima precisazione, non siamo così ingenui da non sapere che con dei budget di un certo livello e contattando gente professionista si ottengono risultati senza dubbio migliori dei nostri poveri e semplici video, ma il nostro intento non era questo.
    Sono io il primo ad essere dispiaciuto per tutti i Video maker che non riescono a sbarcare il lunario, ma non mi ritengo responsabile per questo, né credo mi merito certi giudizi, a maggior ragione che il nostro lavoro ha finalità diverse da quelle professionali.
    Detto questo trovo molto stimolante questo confronto con il Sig. Papetti che ringrazio e speriamo di migliorare sempre di più, già dal video che gireremo nei prossimi giorni, anche se l’ambito sarà sempre quello dell’art brut.

    > rispondi a @laventunes
  • Giovanni Romano 21/12/2010 ore 12:56

    Premesso che ho conosciuto Roberto - ciao Roberto! - personalmente e ho suonato per un po' nella 21ma fobia qualche anno fa, ho trovato anch'io la recensione di Filippo Papetti un po' superficiale. Il punto non è se i video siano amatoriali o meno, ma con quanta efficacia esprimano l'intento dell'artista. Così "l'idea che tutti devono fare tutto non deve passare" è una presa di posizione infelice perché non entra nel merito ma esprime un pregiudizio piuttosto gretto, cioè che osare produrre arte sia roba da "eletti". Per fortuna non è così: la creatività è sempre più alla portata di tutti, ed è solo un bene.
    Detto questo, fossi in Roberto incasserei senza star troppo a sottilizzare: non è indispensabile conoscere i riferimenti all'art brut per giudicare se un video è valido o meno. Il giudizio negativo del recensore si coglie al di là del fatto che non abbia ritenuto di doverlo motivare con chiarezza. Perciò le giustificazioni e i distinguo lasciano il tempo che trovano e suonano sempre un po' lamentose anche quando non vogliono esserlo.
    E poi fossi in te la incornicerei questa recensione, dato che dimostra involontariamente che la tua opera centra in pieno la definizione di Dubuffet di un'arte "che nasce dalla solitudine di artisti loro malgrado, che creano per una personale pulsione creativa confluente in una comunicazione immediata e sintetica pur nella estrema esiguità dei mezzi utilizzati. L’arte che si ignora, che non conosce il proprio nome, prodotta dall’ebrezza creativa senza alcuna destinazione. Una produzione artistica realizzata da non professionisti e al di fuori delle forme convenzionali". :)

    > rispondi a @giuve
  • Laventunesimafobia 21/12/2010 ore 17:06

    Ciao Giovanni come stai? :-)
    Spero tutto bene e spero di vederci presto.
    Credimi se ti dico che non c'è nessuna nota polemica o lamentosa nei confronti della recensione del signor Papetti, anzi la ritengo un'occasione per un bel confronto e una crescita in primis per la21ma, e in generale una bella chiacchierata su temi che ritengo piacevoli e interessanti, ci tenevo solo a sottolineare che quelli che venivano definiti i difetti erano in realtà del tutto ricercati, non siamo così ingenui da mettere a paragone i nostri video con materiale di ben altra importanza e professionalità.
    E poi l'hai detto tu stesso... la recensione dimostra involontariamente proprio quelli che sono i nostri intenti, a causa e grazie a tutti i nostri limiti :):)

    > rispondi a @laventunes
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