24/11/2008

Credo di non aver mai ascoltato un disco che parli così tanto di Milano, da farne quasi un concept-album. C'è Ticinese, il quartiere Isola, Abbiategrasso e poi i famigerati aperitivi e tutto il resto, dagli intellettuali agli impiegati a quelli che semplicemente aspettano dentro un Feltrinelli Store. Faccio per infastidirmi di tutto questo milanocentrismo, dicendomi che ne abbiamo forse abbastanza e se n'è parlato in tutti i modi, specialmente da quando i Baustelle hanno definitivamente sdoganato le parole "kebab" e "cinesi" nelle canzoni pop.

Ma decido di aspettare. Ripenso ai Baustelle, ascolto un altro po' e mi accorgo di come effettivamente i Fou siano il centro di un'immaginaria figura che unisce in un sol colpo Baustelle, Scisma e probabilmente Bluvertigo; conosco più di una persona che al solo pronunciare questi tre nomi uniti sbaverebbe senza ritegno, ma mi riservo di osservare una curiosa originalità che nonostante tutto esce tipo acqua dallo scolapasta da questo disco di Fou. Un'originalità segnata dall'incedere mai deciso delle ritmiche, da ritornelli che restano dischiusi a riccio e che per penetrarli ci vuole sforzo, da melodie sfuggenti e dalla voce femminile acutissima e sottile che si mescola a quella maschile in un bouquet quantomeno insolito. Tutte cose da perderci la testa o da odiare, a scelta.

Se c'è una cosa che però colpisce di "Procurarsi Guanxi", oltre l'esotismo del titolo, é la spiccata capacità narrativa e assieme analitica che sguscia fuori dai testi, pieni fino a scoppiare di un immaginario che bene o male é Popolare e appartiene a tutti noi, dalle nostre abitudini materialiste raccontate con sentimentalismo (= poesia?), al feticismo dei particolari, dal nostro rapporto emozionale con la tecnologia all'irrimediabile insicurezza e instabilità degli anni zero (poteva forse mancare?). Un qualcosa che ti colpisce e lascia un retrogusto amaro in bocca, un bel segno sulla pelle e qualche frase da canticchiare ancora e ancora. Insomma un debutto, quello dei Fou, che forse non convince totalmente ma di certo traccia un interessante percorso, tra Ticinese e i Navigli, tra i cinesi e i kebab, tra quello che ci lasciamo indietro e quello che ancora non vediamo davanti.

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La recensione Fou - Recensione - Procurarsi guanxi di Nur Al Habash è apparsa su Rockit.it il 20/07/2019

Commenti (4)

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  • Michele Wad Caporosso 24/11/2008 ore 13:58 @aiemwadaiem

    ...kebab I.N.D.I.A.N.O. nel quartiere Isola :D

  • Marco Villa 24/11/2008 ore 14:26 @quid

    ottimo disco!

  • airiins 26/11/2008 ore 02:03 @airiins

    ci sono delle canzoni bellissime e delle parole difficilissime.
    ci sento qualcosa degli of montreal, asintoti... è la mia preferita!

  • vincenzo DEL GAUDIO 22/12/2008 ore 09:15 @kokoko

    questo disco e' veramente bello. Non solo perche' come giustamente si dice somiglia ad un disco degli scisma, in particolare Amstrong. Il disco non e' mai banale, mantiene una certa tensione e fotografa perfettamente la situzione degli studenti fouri sede a Milano e non solo. Forse coglie l'atmosfera milanese piu' degli ultimi due lavori dei Baustelle, che per inciso secondo me centrano poco.
    P.s.
    E' gia' uscita una riedizione di Essere e Tempo di Heidegger per i meridiani mondadori, non saprei dirvi com'e', probabilmente e' meglio di quella d Chiodi per Longanesi.

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