17/11/2000

Lythium. Litio: metallo di colore argenteo, molto malleabile. Non potevano scegliere nome più adatto... se non fosse un "metallo". Sì, perchè il nome del gruppo m'aveva suggerito un disco metal, crossover... insomma qualcosa di "pesantuccio" per le mie orecchie che si stanno adagiando sui dischi di Vinicio Capossela, Motorpsycho, Calexico... insomma. M'aspettavo di non sopportarli questi qua. Invece, mi trovo un cd zeppo di suoni caldi, con strumenti veri, con perfino la fisarmonica... che ormai mi sembrava solo uno strumento del combat-folk. Bhè, meno male.

Il prodotto (tutto è "prodotto" nell'era dei consumi") dei Lythium è costituito da canzoni d'autore, ed è un lavoro che insieme a pochi altri in Italia, ci mostra che la cosìdetta canzone italiana non è solo quella facile dei Lunapop, o quella dai testi terribili di Eros Strapazzoti.

Insomma, c'è di meglio, basta spegnere la radio e cercare, e qui siamo sulla strada giusta: Amaro è un'insieme di ballate, disomogenee negli stili, dal rock, alla polka, al tango, allo shuffle... 13 storie diverse, ma omogenee nell'anima (un po' divertita e un po' malinconica come quella di un ubriacone), che riescono spesso a suonare piacevoli e interessanti. Tra i brani vanno segnalate l'allegra "il clown", la trascinate "La chiave", ma anche "L'incoscienza", "Funesto serio" e "Noel".

Quando inizieremo ad esportare prodotti di questo tipo la cultura italiana sarà su un altro pianeta e io non esisterò più, però è bello sapere che questi cd esistono già. no?

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