21/11/2008

Ho fatto penare un sacco i poveri Cosmorama, da Siano, provincia di Salerno, per avere questa recensione e ora non posso neppure ricompensarli con degli apprezzamenti per il loro lavoro. "Radioscopio alieno", pur essendo un lavoro ben suonato e ben prodotto, e in cui si sente la sincerità della band, non è un lavoro di cui si sentiva la mancanza, ahimé. I Cosmorama sono in pratica i Subsonica del Sud. Arrangiamenti, armonie e melodie dei brani ricordano troppo, troppo da vicino quelli del gruppo torinese, anche se il quintetto sianese cerca di immettere elementi della tradizione "sudista": qualche scala arabeggiante qua e là, qualche melodia di scuola napoletana che fa capolino ogni tanto. Ma insomma, non ce la fanno a scrollarsi di dosso l'ingombrante modello, di cui non possono possedere, almeno per il momento, la genialità (in quanto appartiene a chi per primo definisce un suono), né la freschezza (che d'altro canto a volte viene messa in dubbio anche per i Subsonica). Perfino i testi sono impegnati e pontificanti come quelli di Casacci & co. Canzoni particolarmente notevoli non ce ne sono: anzi, spesso spunta il fantasma del già sentito. Se ci mettiamo pure una certa pretenziosità (date un occhio ai credits: il cantante si accredita, oltre alla voce, anche il "nous", in quanto autore dei testi: ma il "nous" è il principio razionale secondo la filosofia greca, dotato di virtù divine…), il gioco è fatto. Insomma, almeno per il momento, dei Cosmorama non c'è nessun bisogno. Mi spiace, ragazzi, ma la vita è fatta anche di salutari sberloni. Chissà che alla prossima prova non tiriate fuori voi stessi e non i vostri modelli. Almeno, questo è quello che trasmettete ora. Rimboccarsi le maniche, su.

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