Cattive Abitudini S/t 2008 - Punk

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Ascoltare le Cattive Abitudini in una mattina bastarda, col sole bastardo, nel cielo grigio e bastardo, tiepido e senza sale. Ascoltarli dopo una notte ubriaca, con vino a basso costo da discount, alcolizzandoti anche se sei sotto antibiotici. Ascoltarli dopo una notte in cui ubriaco hai fatto piangere una fanciulla, senza che prima avessi visto così tante lacrime. Sentirti dire basta. Da lei. Lanciare due bicchieri dal balcone di una casa che non ricordi esattamente qual'era. Sperare il giorno dopo di non aver colpito una macchina, perché non puoi permetterti di pagare neanche un solo centimetro di lamiera. Argomentare alle quattro di notte delle ragioni che balbetti perché probabilmente non hai. Prendere a calci la prima porta vicina alla sua. Bestemmiare abbastanza che Dio avrà tenerezza di te. Chiuderti in camera come un adolescente viziato. Sperando come un cane. Accorgerti che anche la sbornia ti ha abbandonato. Il cuore forte. Una sigaretta a metà. Ancora una bestemmia. Poi Tenco ("mi sono innamorato di te perché non avevo niente da fare") e strani sogni malati.

Bene. Non è il giorno migliore per ascoltare le Cattive Abitudini. Perché le Cattive Abitudini si ascoltano quando hai animo positivo, o almeno se sei un po' arrabbiato col famoso mondo/destino/fica/cazzituoi, ma hai ancora voglia di uscire che fuori c'è sole.

No, le Cattive Abitudini oggi mostrano tutto il peggio di loro. Il disco è buono, nessuno ve lo tocca. Ma qualcuno li sopravvaluta. In fondo sono solo trent'enni che fanno musica per pulcini.

È un disco pieno di quello che sanno fare. Cori, ritornelli, durezze, ruvidezze. Bottiglie di birra, analcolica. Ma quanto è vera questa musica? Ritmi serrati, melodie, ritornelli. Testi distratti aka qualcuno dice impegnati. No.

Rispetto a loro. Rispetto ad Indiebox, rispetto a questo album. Che è giusto, perfetto per loro. Probabilmente il migliore che abbiano mai fatto. Probabilmente la summa della loro carriera. Del loro stile. Grande maturazione tecnica. Una batteria sparatissima.

Per me non hanno sale. Non hanno sangue.

Andrò ai loro concerti, pogheremo ubriachi facendoci delle feritine che a casa disinfetteremo la notte sperando di non far cadere troppe scatole dall'armadietto dei medicinali per non svegliare mamma e papà, che mi danno una casa, una macchina, il benestare, una paga settimanale. Cristo.

Il punk. Filosofie sprecate. Non funziona così. Abbiamo bisogno di forza. Io almeno. Di un sentimento definito, non un'estetica scanzonata e freak. Le Cattive Abitudini sono californiani ma la California è lontana. Il surf sul mare Adriatico è impraticabile. I bermuda e le catenine. Tutto il punk quasi punk ma un po' anche pop. Tutta la musica senza personalità. Bella come può esserlo una modella e la sua bellezza bloccata. Fare punk moderato. È comodo. È molto facile. Ma per me non è sincero.

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La recensione S/t di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2008-11-21 00:00:00

COMMENTI (3)

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  • utente0 14 anni Rispondi

    in effex il cd fa letteralmente CACARE...

  • alexurso 14 anni Rispondi

    ho riletto la recensione due giorni dopo.la sbornia era già passata.
    Ave

  • utente0 14 anni Rispondi

    Alex meglio che la smetti di ubriacarti prima di scrivere recensioni vai a un concerto delle cattive abitudini poi vedrai se non hanno sale e sangue!
    Peace

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