11/03/2009

Dogs in a Flat, ovvero cani d'appartamento. Un gruppo come i Dogs in a Flat, in realtà, con gli appartamenti ha poco a che fare. Non si tratta di ragazzi in erba mezzo nerd e mezzo disadattati chiusi in camera a sognare e fare scoperte tecnologiche. I Dogs in a Flat sono un gruppo carnale: sono caldi, sono morbidi e ruvidi al contempo. Fanno leva su qualcosa di fisico, solleticando l'udito laddove si celano i bisogni più profondi. Ed ecco che come per istinto quella parte si risveglia. Senza nemmeno riuscire a riflettere, ci si ritrova a canticchiare, a seguire la melodia, perfino a cantare con trasporto ("Try today" su tutte).

Sono familiari questi Dogs in a Flat. Il loro è un alt country diretto e rassicurante. Con due chitarre calde e vibranti, due voci – l'una profonda, l'altra chiara e leggera – e le percussioni a rimarcarne il ritmo, la band riesce a creare un suono pieno e avvolgente. Le atmosfere sono quelle delle case in legno di certe cittadine circondate dai boschi nella West Coast: queste canzoni sono come il calore di un rifugio carico di fuliggine che appanna i vetri. Sono come una fiamma rigogliosa che appaga, conforta e brucia. Per alcuni versi rimandano agli Alice in Chains in versione acustica ("It's ok") e a Lanegan ("Sleeping underground"), alla ruvidità delle sue ballate che sanno di nicotina e vita vissuta. Per altri ricordano i Giant Sand e la carnalità di Nick Cave ("We've got to lose").

I Dogs in a Flat soddisfano un bisogno: il bisogno di essere confortati. E sanno farlo molto bene. Semplici ed efficaci.

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La recensione Dogs in a flat - Recensione - Demons in Love di Sara Loddo è apparsa su Rockit.it il 20/07/2019

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