03/03/2009

La ragione fugge via da lui ed è proprio questo il motivo che rende Trivo un fenomeno originale. Già, perchè il cantautore foggiano è un folle sperimentatore di suoni e parole, artefice di affermazioni strambe e invenzioni comiche ("Ho un gatto nel cervello", con tanto di miao miao, che riprende il titolo del film di Fulci), di titoli improbabili e particolari. Un'artista dirompente che sgancia in partenza un montaggio di sonorità elettroniche space ne "La disciplina delle fermentazioni", per proseguire con un'esplosione di rumori e distorsioni nella caustica "Ratio me fugit". Il sound eclettico di Beck in "Ho bisogno di qualcosa di cui non ho bisogno", si conclude con un'invocazione: cocaina cocaina cocaina cocaina. La decadenza distorta di "Nero" (Mi tuffo nel disastro lentamente, ma io sono un verme, io non so sorridere e mi osservo inerme, un inetto a vivere) affonda in singolari momenti psycho-rock. Chitarre, bassi, tastiere, synth, loop, batteria, percussioni, campanelli, scacciapensieri, bottiglie, chiavi, catene, bambole, walkie talkie, radio, videogame. E ancora rimbombi molesti, urla lancinanti, sregolatezze compositive e composizioni disarticolate, discorsi a vanvera, voci distorte, canzoni che non sono canzoni, un dolce piano iniettato di stravaganze elettroniche, visioni deliranti di David Lynch ne "La ballata dell'elefante suicida", melodie acide e schizofrenia pura, turbamenti psicotici e stati mentali contorti. Diciassette pezzi out of control, registrati con tante pause tra il 2002 e il 2008. Grezzissimo productions. Tu non sei normale ma mi piaci.

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