Franco Turra e i Cuori Esagerati Paradossi per illusi 2000 - Rock, Pop, Rock d'autore

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Incredibile! L’inarrestabile produzione di Turra non conosce pause, non concede tregua e sforna l’ennesimo Cd autoprodotto.

Come sempre dal suo studio (il Pedale Baroque) suona da solo quasi tutti gli strumenti, arrangia e produce con rara maestria. Impossibile catalogare o tentare di etichettare la sua musica. Sto cominciando a pensare che la sua definizione di fanta-pop, che di primo acchito mi era parso solo un capriccio da artista bizzarro, non sia cosi’ sbagliata.

Ascoltare per credere.

I testi sono infatti ricercati, mai banali, decisamente diversi da cio’ che siamo abituati ad ascoltare. La componente dominante e’ la fantasia, qua e la troviamo qualche sprazzo di romanticismo e talvolta un pizzico di cinismo. Gli arrangiamenti, la scelta degli stili e dei suoni e’ tale da diversificare notevolmente ogni pezzo. Ci si trova cosi’ storditi dalla incredibile capacita’ di maneggiare ed arrangiare ora un pezzo pop, ora una ritmica quasi dance, ora chitarre che graffiano con ritmiche dure. Tutto questo normalmente porterebbe a creare un prodotto eterogeneo, frastagliato e poco ascoltabile. Turra ha invece l’innata capacita’ di incantare ed ipnotizzare l’ascoltatore, guidandolo in un ascolto senza tregua dalla prima all’ultima traccia del suo lavoro.

Dal punto di vista musicale direi che e’ impossibile muovere alcuna critica: i suoni sono curati con precisione quasi maniacale e gli unici strumenti che non suona personalmente sono lasciati ad ottimi musicisti.

A questo punto occorre una piccola riflessione, anzi ne occorrono due.

La prima e’ che mi sembra di essere diventato ripetitivo, avendo espresso ora cio’ che pensavo (e che ho scritto) anche dell’altro disco di Turra. D’altronde il livello qualitativo, la vena creativa, le capacita’ di musicista/arrangiatore/compositore sono le stesse ed un disco e’ la continuazione ideale dell’altro.

La seconda considerazione e’ che a questo punto una chance a Turra sarebbe ora di darla, vista la continuita’ (e l’abbondanza) delle sue idee, l’alto livello della sua produzione e la sua spiccata particolarita’. Non sara’ forse la troppa originalita’ ad impedire a Turra di avere un contratto serio?

Davvero non c’e’ nessun produttore che si senta di scommettere su un cavallo di razza preferendo puntare sempre sui soliti, banali e scontati artisti?

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La recensione Paradossi per illusi di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2000-12-10 00:00:00

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