16/03/2008

"Questa donna non è una donna, questa donna è un miracolo". Inizia così il quarto disco ufficiale di Dente, come ad azzerare sul nascere ogni dubbio. Inizia con un pezzo che sembra preso pari pari da "Anima Latina" di Battisti e anche questo mette le cose in chiaro fin da subito: questo è un disco maturo, ragionato e consapevole. Un disco che si può permettere di citare le fonti di ispirazione senza venirne travolto ma guadagnandone in credibilità. E peso specifico. Un disco con una produzione (veramente e finalmente) come si deve che, se da un lato (forse) toglie in naiveté al Dente che abbiamo amato fin qui, dall'altra ci regala sfumature e aperture nuove. 13 tracce cangianti e vellutate, con tutti i batticuori e le melodie di sempre. Come dire: vestiti nuovi per (belle) canzoni. Dalle pennellate jazzate di "Incubo" alle caramelle pop come "Sempre uguale a mai". Per dirla con una metafora facile: dai baci dati come una promessa siamo ora al "vieni a vivere come me", con tutto quello che ne consegue.

Un cambio d'etichetta (prima Jestrai, ora Ghost), una vera e propria band, uno studio di registrazione come un gioiellino (La Sauna), un anno passato a suonare praticamente sempre e ovunque in giro per l'Italia, l'esperienza. Il risultato è questo disco che fa suonare insieme Battisti, De Gregori e Kings of Convenience, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Come regolare tassello nel Dna della Canzone Italiana aggiornato a questi cazzo di anni zero.

Anni bizzarri in cui "L'amore non è bello"... è vero, può darsi, cioè noi persone normali non è che lo sappiamo dire, non siamo artisti (e a questo servono le canzoni, e per questo Dente ci piace così tanto), che l'amore o è meraviglioso o fa schifo, nessuna via di mezzo, nessun compromesso, questo l'avevamo intuito quand'eravamo giovani, però ci sono centomila modi di bello possibile, abbiamo scoperto poi, e ogni canzone di questo disco sembra ritrarre un dettaglio del prisma, una sfumatura d'amore possibile. Comunque. Cinismo o non cinismo. Realismo o non realismo. Dalla dolcezza e l'innamoramento di "A me piace lei" ("Se le piace cucinare mi farò cucina, sarò il sole se le piace la mattina") alla rabbia da storia finita di "Buon appetito" ("Quando fai la spesa cosa comperi, di che colore hai colorato i mobili, vorrei non sapere più nemmeno dove abiti"), passando per l'indecifrabilità di "Sole" ("Lo so che pensi in fondo noi non ci conosciamo più, ma per le cose che non sai ci penseremo poi"). Il tutto, come sempre quando si parla di Dente, in bilico tra ironia, disillusione e allegria. Con quell'andatura, quel tocco, quella morbidezza che ti seducono all'istante, ti scivolano sottopelle, come endorfine nei ventricoli, ti fanno cantare e ti fanno scrivere senza farla troppo lunga che questo è un disco bellissimo. Di certo, tra i dischi più belli di questo 2009. Di certo il regalo più facile che potete fare a una persona speciale per dirle

"metto la testa nella bocca del leone
non ho voglia di pensare
oggi voglio solo te"

Commenti (28)

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  • Collettivo Ginsberg 27/04/2010 ore 12:14 @collettivoginsberg

    bello
    ben fatto
    begli arrangiamenti
    non sono mai stato un fan di Dente
    ma quando una cosa è bella è bella, punto e basta!
    e bisogna saperlo riconoscere!

  • Matteo Conticelli 20/10/2010 ore 20:19 @gabrielomar

    Uno dei migliori dischi italiani in circolazione, complimenti a Dente, canzoni stupende...:]:)

  • Matteo Conticelli 20/10/2010 ore 20:20 @gabrielomar

    Uno dei migliori dischi italiani in circolazione, complimenti a Dente, canzoni stupende...:]:)

  • Markovity 17/12/2010 ore 22:36 @markovity

    Daccordissimo !! [:

  • Nicola Morella 14/09/2011 ore 16:38 @pornovirtude

    Ecco, allora continua pure a riflettere molto, magari all'estero.
    Album "semplicemente" meraviglioso.

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