Retrò Maison è un imbuto dove confluiscono caratteristiche comuni di più personalità. L'eclettismo dei componenti riesce ad incastrarsi in modo natura

I Retrò maison nascono nel freddo inverno del 2009 da un’idea di Domenico Lizza, Cristiano La Selva e Fabio Pisaniello. Reduci da altre esperienze musicali anche importanti, uniti dall’amore per il “fuzz groove” e per le vecchie pellicole italo/francesi, decidono di investire in un progetto ambizioso che riesca ad accomunare e valorizzare le potenzialità di questa nuova formazione.
I tre iniziano a riunirsi sul retro della casa di Domenico nei pressi del convento francescano , dove erano soliti rovinare la messa domenicale.
Nonostante le grosse difficoltà nel canalizzare su un binario comune le numerose idee, si riesce sin da subito a lavorare su un ottica comune. La combinazione delle varie influenze musicali, nonché delle diverse personalità dei tre musicisti è la chiave di volta per il gruppo che riesce a fondersi con estrema naturalezza. Retrò maison spazia dal vecchio al post moderno, dall’indie all’elettronica, dall’analogico al digitale,
amalgamando il tutto in chiave sperimentale/futuristica senza però trascurare il colore tipico del suono sintetizzato retrò/vintage anni 60/70. L’indole è certamente di matrice convulsa e tormentata, la musica è dirompente e come un fiume in pena è mossa da un’inarrestabile energia che sfocia in un mare aperto. Le numerose dissonanze, le grida isteriche e l’incessante spinta ritmica sono legate da una delicata introspezione e un’attenta analisi su ciò che ci circonda, sul passato, le esperienze di vita e i ricordi che portano talvolta alla quiete dell’animo. Dopo numerosi sacrifici il gruppo è riuscito a pubblicare, in modo del tutto autonomo, il suo primo lavoro discografico anche grazie alla collaborazione dell’amico e batterista Giuseppe Lamberti. “Distillati vari” non è solo l’espressione dei retrò maison, è soprattutto il loro passato, gli sforzi del presente e si spera, il loro futuro.
La formazione attuale del gruppo non è quella originaria: alla chitarra e alla voce rimane Cristiano La Selva, Domenico Lizza va alla batteria, entra prima un nuovo componente, in un caso di omonimia Fabio Pisaniello al basso e tastiere, ed un nuovo componente poi, Emilio Viscione al synth.
Dopo l’uscita di Distillati vari il gruppo prende una pausa, una sorta di ritiro spirituale per poter perfezionare le sonorità curandole ed ampliandole donando ai pezzi un flow più tondo e d’impatto. Anni, questi, presi e spesi a rieducare un figlio indisciplinato, accompagnandolo in un nuovo cammino di esplorazioni e sperimentazioni.
Sono gli stessi componenti a camminare parallelamente al progetto creato in precedenza in modo da poter spingersi ancora più in là e vedere fin dove si può arrivare: senza confini prestabiliti, senza restrizioni, in un andare a largo e tornare a riva, così come un’onda, una pura onda sonora che li sta portando alla realizzazione del nuovo album in uscita nel 2017.