Retro nasce da un'idea di Onofrio e di Nik: nel '97 le loro orbite musicali si incrociano grazie al fratello di Nik; "perché non mettere in comune la nostra passione per la musica e formare un gruppo per dare vita a composizioni tutte nuove, in cui convogliare in piena anarchia le influenze più presenti nei nostri gusti?". Nasce così il nucleo dei Retro. Si suona, ci sono idee, nascono le prime composizioni, che prendono vita dalla chitarra di Nik. Si cerca un cantante, un batterista. Entrano ed escono dalla famiglia vari musicisti, finché si trova una formula che rimarrà stabile per parecchio tempo: la formula a 3 con Onofrio al basso ed alla voce. Con questa line-up incidono nell'inverno 2000 il loro primo demo, pregno di idee ma imperfetto sotto certi aspetti, a causa del carattere decisamente home-made del CD e della scarsa esperienza della band. E' di questo periodo l'inserimento di un proprio spazio sul sito Vitaminic.it. Il tempo passa e, tra un esame universitario e l'altro, i tre tengono concerti, partecipano a concorsi, rassegne, tra le quali spicca senza dubbio il Festival di Marghera-Estate a Mestre (VE) nell'estate del 2000. Primavera 2001: il batterista Renato Schiraldi, non potendo garantire una presenza assidua a causa di numerosi viaggi intercontinentali, viene sostituito da colui che è l'attuale "titolare" dello strumento: Francesco Anecchino, drummer incisivo dalle influenze hard-rockeggianti. Estate 2001: i Retro si fermano temporaneamente: Onofrio, a causa del persistere di problemi alle corde vocali, non si sente più in grado di ricoprire il ruolo di cantante; la ricerca di un sostituto sarà lunga e faticosa… Dopo alcuni provini poco soddisfacenti, viene accolto con entusiasmo l'ingresso del nuovo vocalist nell'estate del 2002. Fondamentale in questo incontro è il ruolo della grande rete Internet, nei cui meandri Anton era venuto a leggere uno dei tanti annunci disseminati qua e là da Nik. L'ingresso di Anton alleggerisce Onofrio dell'"onere" del canto. Per molti mesi i Retro si rinchiudono in cantina a rielaborare le parti vocali dei loro brani ed a comporne dei nuovi; l'effetto è quello di un vestito nuovo, più colorato e luccicante. La riparazione è terminata: la macchina Retro è pronta per ritornare in pista, consapevole di poter dire la sua nel mondo della musica. Ad ottobre 2002 il primo concerto con l'attuale formazione a 4. A novembre partono le registrazioni dei primi due pezzi che entreranno a far parte del loro secondo promo-CD: "Visioni" e "Oltraggio". Nonostante gli apprezzamenti positivi, i Retro non superano la selezione provinciale di Arezzo Wave, ma nel frattempo le registrazioni procedono. Intanto quasi casualmente, pochi minuti prima della scadenza dei termini per la partecipazione (il 28 febbraio), si iscrivono al concorso, organizzato dalla redazione del sito Studenti.it, Rockzone. Fin da subito il brano "Visioni" suscita ottimi consensi ed ottiene, a sorpresa, una valanga di voti dagli internauti di tutta Italia. Il concorso termina come tutti ormai sanno: i Retro vengono proclamati vincitori dalla redazione e a luglio si esibiranno sul Main Stage di Arezzo, nel corso di quel Festival che anima i sogni di tutte le band emergenti italiane. Nell'aprile 2003 prende finalmente vita "Oltraggio", il secondo CD dei Retro. Interamente realizzato presso il Diamond Studio di Bari con l'aiuto di Francesco Aiello, il CD contiene 5 brani; oltre ai già citati "Oltraggio" e "Visioni" trovano spazio sul disco "Il consenso", "Incastro" e la struggente "Mr. Me Stesso". Dovendo rispondere alla frequente domanda "che genere fanno i Retro?", che più volte ci ha trovato spiazzati, abbiamo coniato questo nuovo termine: rock intimistico-rumoroso che a nostro parere sintetizza nel modo migliore la nostra essenza musicale: la più classica formazione rock a 4 elementi che suona e canta l'introspezione, la ricerca del proprio io in fondo alle celle più segrete; e quanto è doloroso mettere a nudo la propria anima, le proprie debolezze celate così bene dal vivere quotidiano; la rabbia vuole sopraffare l'impotenza, e provoca a volte uno sfogo "rumoroso" ed a volte un'implosione sussurrata. Quello che cerchiamo di fare è elaborare immagini, atmosfere, stati emozionali e tradurre le sensazioni che questi provocano in musica e testi, lasciandoci guidare da nient'altro se non l'istinto.