Cantautorale, Folk

Sergio Pennavaria & Band è un progetto che nasce nel 2008 con l’arrivo in liguria, precisamente a Savona, del cantautore siciliano Sergio Pennavaria che in quel periodo si lasciava alle spalle la precedente esperienza folk con i Calìa band con la quale per più di due anni interagisce artisticamente sul territorio calabro/siciliano proponendo una ricerca musicale orientata verso la musica popolare del Sud Italia contaminata però da blues, rock e jazz il tutto cantato in dialetto siciliano. Giunto a Savona Pennavaria conosce musicisti professionisti (Alessandro Graziano alle chitarre e violino, Boris Vitrano chitarra acustica ed elettrica, Federico Fugassa al basso elettrico ed al contrabbasso, Mirco Rebaudo al sax ed al clarino, Loris Lombardo alla batteria ed alle percussioni),con questa formazione partecipa ad eventi grossi come Balla coi cinghiali nel 2011 a cui partecipano nei giorni previsti 24 Grana, Dufresne, The Legendary Kid Combo, Brunori SAS, Il Genio, Lombroso, Roy Paci & Aretuska, MGZ, Verdena, The Rock’n’Roll Kamikazes, Giorgio Canali e Rossofuoco, Ufomammut e Eazy Skankers. Questo accadeva nell’Agosto del 2011. Nel Novembre dello stesso anno la band vince un contest che gli darà la possibilità di essere premiati e poter suonare al Teatro Ambra di Albenga per la rassegna musicale Su la Testa. Nei giorni previsti suoneranno alla stessa rassegna che già negli anni precedenti aveva visto esibirsi Raphael Gualazzi, Paola Turci, Meg, Francesco Baccini e Gianmaria Testa, Gnu Quartet, Selton, Tori Sparks, Dellera(Afterhours), Mauro Ermanno Giovanardi ecc.. Oltre a questi due eventi la band si è esibita e si esibisce in locali, librerie, circoli culturali e piazze.
Nello stesso mese esce l’album Senza Lume A Casaccio Nell’Oscurità scritto ed arrangiato dallo stesso cantautore contenente dodici tracce suonate insieme ai musicisti sopracitati a cui partecipano ospiti del calibro di : Carlo Aonzo (mandolino), Claudio Bellato (chitarra elettrica), Gianni Martini (fisarmonica), Davide Baglietto (flauto), Martino Biancheri (tromba, trombone), Renzo Luise (chitarra elettrica). I testi dei brani evidenziano la polemica con la realtà che ci circonda, Pennavaria aggredisce i simboli dell’autorità e dell’omologazione,come nella metaforica Il mercato dell’obbrobrio, dove non ci sono bancarelle ma solo sguardi in terra e ogni cosa fa paura, o in Tropea, città che fa da sfondo alla tradizionale diffidenza e ottusità dell’ordine costituito verso la creatività e la cultura.
Le sue canzoni sono spesso dei veri e propri inseguimenti, montagne russe, cascate di parole, scioglilingua che portano al capogiro, all’iperventilazione, tanto che un inaspettato blues o una ninna-nanna sembrano pause dovute prima di sfinirsi nella tarantella.
Con la nuova formazione il sound è diventato più raffinato, a tratti jazzato, ma Pennavaria mantiene la sua visceralità, i toni sarcastici e surreali, i precari equilibrismi del giocoliere.