Simone Cristicchi nasce a Roma nel 1977.

Parallelamente alla passione per il disegno (è stato allievo del grande Jacovitti) scorre un amore autentico per canzone d’autore e teatro. Nel ’98 l’incontro con il produttore Francesco Migliacci, e con Sony nel 2005 l’uscita del fortunatissimo singolo “Vorrei cantare come Biagio”, ironico e raffinato j’accuse ai meccanismi dell’industria discografica. La critica musicale si accorge di lui ed arriva una vera e propria pioggia di premi che ne fanno uno degli artisti italiani con più riconoscimenti tributati, di sempre: Premio
Musicultura, Gaber, Carosone, Nielsen, Mei, Leone d’Argento di San Marco, della critica di Musica e Dischi, Lunezia.
Nel 2006 il primo album “Fabbricante di canzoni”. Cristicchi rivela le sue due anime: irriverente, ironica, e quella intima, poetica. Nel cd un capolavoro: il duetto con Sergio Endrigo. L’album riceve critiche lusinghiere in Italia e all’estero. Il settimanale americano
“Stylus Magazine” seleziona il disco come “album of the week” (non accadeva dal 2003 per un disco italiano). Con il Festival di Sanremo 2006 e il brano “Che bella gente” arriva la prestigiosa Targa Tenco con plebiscito della giuria di giornalisti.
Il 2007 al Festival di Sanremo la consacrazione con “Ti regalerò una rosa”. Una lettera lacerante e commovente, microstoria di quel microuniverso della follia che tanto lo appassiona. Vince il Festival e il Premio della Critica. La canzone è figlia del suo
spettacolo teatrocanzone “Centro di igiene mentale”, del documentario e del libro che supererà le 80.000 copie tanto da venir ristampato come Oscar Mondadori.
Dopo un lunghissimo tour, nasce, dall’incontro con la musica popolare, un nuovo progetto: “Canti di vino, amore ed anarchia” accompagnato dal Coro dei Minatori di Santa Fiora. Salgono sul palco al suo fianco: Andrea Camilleri, Laura Morante, Erri De Luca.

Nel 2010 il successo al Festival di Sanremo con “Meno male” e la vittoria del Premio Mogol 2010. In arrivo per la stagione teatrale 2010/2011, “Li Romani in Russia” di Elia Marcelli. Monologo dal forte impatto emotivo, che racconta la tragica Campagna di Russia del 1941-43 attraverso la voce di chi l’ha vissuta in prima persona. Teatro “civile” che utilizza la metrica dell’Ottava classica (quella delle grandi opere dell’epica) e il dialetto romanesco, per rendere il racconto ancora più schietto e veritiero. Lo spettacolo ha debuttato nel Novembre 2010 per la regia di Alessandro Benvenuti.