Racconto e canto il mio. Qualche volta qualcuno mentre lo faccio pensa al suo...

Un cavatore duro come travertino ma che si commuove con il mandolino e che raramente è giunto a compromessi a volte anche rendendo più dura la vita che già era dura. Sposato con una che a 4 anni misero a fare la contadina e che poi emigrò in Francia per poi riemigrare di nuovo in Italia. E poi un contadino, disperso in Germania per 3 anni e che tra lotte varie arrivò fino ai 95. Sposato con una donna che col tempo diventò cupa triste per aver perso due figli. E poi, infine, una donna di ferro ma dolce come la pioggia quando la senti da dentro casa. Rimasta sola con due figli che ha aiutato a diventare indipendenti con il ricordo di un padre mezzo artista e mezzo macellaio.

Io non so come dire se devo dire di me, ma so da dove tutto è partito e più passa il tempo e più ci faccio i conti, quando faccio quello che provo a fare.

Laurea in Pedagogia ed un’altra in Assistente Sociale: mi è piaciuto studiare queste materie ma non volevo rinunciare ad imbracciare la chitarra e a raccontare della mia periferia, così ho mischiato tutto.

Con dentro un pò di emigrante ho cominciato a girare altre periferie e faccio un accordo con chi incontro: io racconto e canto il mio; voi raccontatemi il vostro e cantate con me.