Il gruppo nasce nel 2006 dopo un periodo di silenzio seguito a vari progetti denominati Casbah e Synaestethic Sound che hanno avuto vita “In the underground” (scantinato della Famiglia Micheletti che funge da sala prove e centro nevralgico ispirativo). I sopravvissuti di questa ondate di musica indipendente hanno costituito, con varie aggiunte, il nucleo del progetto definitivo: i SIN’ SOUND. (suono del peccato, ma anche suono sinaestetico, sintetico, sinapsico, singolare, ecco il perché dell’apostrofo dopo la parola sin’)
La band ha all’attivo una cospicua attività live e si è proposta in vari e diversi contest, nazionali e non, ottenendo un ottimo riscontro.
I Sin’ Sound tornano con un nuovo album. Dopo “From the underground “ del 2012, si ripresentano con una nuova line-up, sviluppando un diverso progetto musicale che rielabora, su più fronti e in modo maturo, un discorso artistico nato e sviluppatosi in piu di 20 anni di attività in quel di Travagliato.
Un album scritto e realizzato, presso gli Studios dei fratelli Poddighe (Carlo partecipa all’album come special guest, mentre Andrea coadiuva la band dietro il mixer nei momenti live) da musicisti appassionati, interamente registrato su un 24 piste analogico degli anni ’70.
L’opera in questione si intitola “VOL. 1” , un disco di calde atmosfere, a tratti persino torbide, che trasportano idealmente l’ascoltatore all’interno di un club d’altri tempi. Le note si fanno spazio tra fumo, luci basse e il tintinnio dei bicchieri in sottofondo.
I generi sono molteplici ma l’atmosfera è omogenea, ce n’è per tutti. Lo swing di “The past”, pezzo d’ apertura è senza tregua, dalla prima all’ultima nota. Le calde note di bossa in “Damn night drinkin’” sono avvolgenti come un brano di Leonard Cohen. Si scorge un film di tarantiniana fattura dietro le pieghe tango di “Passing by” e ci si ritrova su un treno merci in compagnia di Dean Moriarty nella camminata blues di “It seems i don’t care” e di “On the back seat”…direttamente a chicago in “the answer” o appoggiati al bancone di un bar in compagnia di Tom Waits in “The dream”..
Tutte le altre liriche provengono, tradotte in inglese, da diverse poesie della raccolta “Sto ancora chiedendo”, secondo libro edito di Enrico Rango, ex chitarrista ma da sempre paroliere della band.
i Sin’ Sound (il batterista Roberto Micheletti , il bassista Flavio Meleddu, il chitarrista Matt Nelson e il vocalist Francesco Zugno) sono già in studio per portare a termine la realizzazione di “VoL. 2”, che sarà anch’esso acquistabile sulle principali piattaforme musicali.