SNOW IN DAMASCUS!
Gli Snow In Damascus!, di base a Città di Castello, sono composti da Gianluca Franchi (voce e chitarra), Ciro Fiorucci (batteria ed elettronica), Giorgia Fanelli (elettronica e voce), Matteo Bianchini (basso ed elettronica) e Michele Mandrelli (elettronica e voce). Il gruppo ha esordito nel 2014 con l'album “Dylar” (Stoutmusic). “Unconscious Oracle” è stato registrato e mixato da Michele Pazzaglia e Michele Mandrelli presso gli studi Jam Recordings e CurtainLab di Città di Castello. Masterizzato da Giovanni Versari presso La Maestà Mastering di Faenza.

UNCONSCIOUS ORACLE
Due spazi. A separarli, per alcuni di noi una piccola intercapedine, per altri una sottile crepa. L'intercapedine rimarrà della sua larghezza, mentre la crepa potrebbe espandersi, con effetto disastroso, o liberatorio.
Due spazi. Il primo è la scelta di sottrarsi, l'arte della discrezione: il venir meno pur essendo presenti. Il secondo è invece un'estrema e involontaria forma di quella stessa discrezione: un'improvvisa e fugace cecità, e la ricompensa – o risarcimento – che ne deriva, ovvero un piccolo, laico e intimo potere divinatorio, un'inattesa capacità d'istantanea visione e sussurrato racconto.
Due spazi. Ed è proprio nell'intercapedine o nella crepa che li separa che si colloca “Unconscious Oracle”: è in quel vuoto divisorio che i brani del secondo album degli Snow In Damascus! sono spuntati e fioriti. Sono stati concepiti attraverso un approccio che offre il fianco senza troppa resistenza a definizioni quali electrofolk, folktronica, alternativa, shoegaze, e così via.
“Unconscious Oracle” è un disco sul bisogno e sulla scelta di ritirarsi nella discrezione e, attraverso tale sottrarsi, su quegli attimi di cecità che, consapevoli o meno, tutti esperiamo. I suoi dieci brani finiscono per porci di fronte a un rischio decisivo: scoprire che “intercapedine” e “crepa”, tanto nei possibili sconvolgimenti tellurici delle nostre vite quanto nella loro ingannevole placida quotidianità, non possono essere che sinonimi.