Cantautorato teatrale- progressive

La Soster nasce in teatro, uno di quei minuscoli teatrini di provincia con il palco di legno e i ghiri tra le travi del tetto che durante le prove sbucavano a spiare. Nasce così timida che i genitori per il compleanno le regalarono un mantello da pastore per correre veloce durante le manifestazioni e nascondersi meglio tra le nebbie dei pomeriggi d’inverno, quando tornava dal liceo, con il vocabolario di greco e le gambe stanche per il laboratorio teatrale tenuto dal regista Fabio Maccarinelli al liceo classico “Arnaldo da Brescia”. Teatro di sperimentazione. Necessità che non la abbandona più, lavorando da sola, nel suo modo bislacco ed eccentrico, all’Università di Firenze e poi tornata a Brescia, con il collettivo Atrio Fustagno Teatro, fondato con il regista Michele Sordo.

E a 16 anni decide di andare a vendemmiare per comprarsi una chitarra, aveva iniziato da sola ma la suonava al contrario, da mancina, senza girare le corde. E inizia a studiare con il cantautore uruguaiano Angel Luis Galzerano e a Venezia, perdendosi tra i pozzi e le magnolie del Lido, scrive la sua prima canzone , Venezia appunto (i titoli non sono una storia semplice)

E così diventa la necessità, scrivere musica cantare e fare teatro, sempre tutto così visceralmente intrecciato e forte da non riuscire più a capire dove inizia l’uno e finisce l’altro.

Registra a 20 anni in un capannone industriale il primo disco “A un giorno qualunque”, nel quale suona Nelson Daniel Sosa Cozzano, bassista e percussionista uruguaiano (diplomato alla scuola "Clave di fa" a Montevideo) che sarà fondamentale per la crescita della Soster come musicista e cantautrice.

Segue poi il disco del 2013 “Resistenti incanti” commissionato dall’associazione di Brescia Anpi per raccogliere le testimonianze e le storie sotto forma di canzone dei partigiani, con Alessandro Foresti al pianoforte e fisarmonica e Daniela Savoldi al violoncello. Il disco diverrà spettacolo teatrale “Di resistente bellezza“ con la Soster al corpo narrante, voce e alla chitarra classica, Nelson D. Sosa al basso acustico e percussioni e Michele Sordo ai video.

Nel 2015 esce “Sarebbe meglio andarsene in tempo” disco-spettacolo dove le canzoni (insieme a Nelson Sosa che arrangia i pezzi, ci sarà Nicola Panteghini alle chitarre, Marco Giuradei alle tastiere e Giulia Mabellini al violino, Studio Giuradei e produzione Atrio Fustagno Teatro) si intrecciano a squarci di teatro scritti da Michele Sordo come poi nello spettacolo “Teatral (S)concerto TSO” con cui si presenterà il disco. Il disco sarà ospite del “Tenco Ascolta” e tra le proposte del Premio Tenco come "Miglior Opera Prima 2015".

Registrato presso lo Studio Elettroacustica di Diego Bergamini nell’estate del 2016, a Febbraio 2017 esce l’ultimo disco “Forse siamo in tempo per essere felici” produzione Soster Circus Prog, (fotografia e grafica di Sara Aresu) dove si consolida il quartetto composto dalla Soster, Nelson D. Sosa, Cristian Negrini, musicista compositore diplomato al CPM di Milano alle chitarre e Giulia Rossi, attrice danzatrice diplomata alla Grassi di Milano ai cori e alle coreografie, con la presenza di Graziano Gatti, jazzista diplomato al CPM di Milano alla tromba.

Soster Circus Prog si mostra come un eclettico incontro di quattro figure totalmente diverse l'una dall'altra che creano armonicamente una coreografia musical-teatral intrecciandosi in visioni surreali da circo anarchico.