Undici elementi, otto ragazzi e tre ragazze, e un parco strumenti nutrito: due chitarre, basso, batteria, tastiere, sax tenore, sax baritono, voce e

Composizione eterogenea nata nel ‘2009 a Cosenza dalla fusione di componenti provenienti da diverse realtà del panorama musicale della città. Il tratto: la comunanza nella cultura sonora e la volontà di intraprendere la strada del soul, del funk del rocksteady. I loro inediti, cenno originale di distinzione nel magma di cover band locale, li impongono presto sui palchi cittadini. Per il sound che affonda radici nella tradizione di vibrazioni sonore influenzate dalle enormità (del genere) del passato: Otis Readding, Tentamptions, The Specials, Marvin Gaye (tra gli altri) e il groove che deve ad Amy Winehouse la diffusione del soul nel 21° secolo.
Un impasto di ingredienti sonori dal risultato corposo e elegante, frutto d’una grammatica stilistica surrogato dell’urbanizzazione del blues-gospel e l’emancipazione del rhythm and blues. Nei pezzi dei Soul Pains la potenza espressiva del mescolio di derivazioni e formazioni sonore amalgamate in un prodotto ‘pulito’, dal risultato confortevole, sensuale, graffiante, depurato da sofismi elettronici e ornato da un accorato sound vellutato e mai banale. Una base ritmica scandita e precisa, i colori fluenti dei fiati, i passi felpati dei riff di chitarra, gli arrangiamenti essenziali, la voce raffinata di Tenuta e il sensazionalismo del coro. Un mosaico di tasselli apparentemente dissimili assemblati nel collante di una lega dal materiale intenso, dai contorni definiti. Paragonabile, evadendo in campi di arte visiva e performativa teatrale, a un collage di stile pop-art ‘70 e l’efficacia della performativa plastica del teatro d’innovazione contemporaneo. Parallelismi utili ad appurare la bontà d’esibizione della band, impegnata negli eventi dal vivo in veri e propri spettacoli audiovisivi. Se non altro per la presenza scenica dei dieci componenti, e la valenza materica del sound.