Gli Stash Raiders sono una coloratissima ciurma di pirati intergalattici alla ricerca della musica universale

In una terra senza tempo un antico vulcano si è svegliato, sputando fuori con tutta la sua forza una massa incandescente coloratissima e rumorosissima: gli Stash Raiders!
Nati dalla potenza di mille suoni diversi e insospettabilmente combinati, sono sbarcati su questo pianeta per salvarci dalla grigia monotonia urbana, portandoci con loro in un viaggio psichedelico al di là dello spazio e del tempo.
Una piccola orchestra circense, una tribù di indiani che danzano per la pioggia, una combriccola di aztechi che canta dall’alto di una piramide egizia. Gli Stash Raiders sono uno stranissimo patchwork di musicisti, tutti con provenienze assolutamente diverse, se non contrarie: alla sezione ritmica il duo fraterno composto da Davide Toscano al basso e Luca Caruso alla batteria (già insieme in Bidiel e Crusade); all’acidissima chitarra Luca De Iorio (Boilers, Raindogs); al sax, violino, chitarra, voce e sitar Davide Iannitti (Loveless Whizzkid); Francesca Giunta aggiunge un magico clarinetto alla sua bella e fresca voce che si intreccia con quella del direttore d’orchestra, Sacha Tilotta (Three Second Kiss, Hoovers), che oltre a cantare coordina tutte queste belle teste con la sua tastiera e la sua fantasia.
Il risultato di questo miscuglio felicemente atipico è un calderone in cui, in una pasta psichedelica con tante sfumature pop, si fondono croccante garage e morbido blues, con una generosa spruzzata di funk, un pizzico di noise e un po’ di quello che ci vuoi sentire tu…