Band post punk / funk con attitudine pop in attività dal 1981

Nei primi anni '80, mentre a Manchester gli A Certain Ratio sposavano la causa funk per scrollarsi di dosso la nomea di nuovi Joy Division coverizzando "Shack Up" e a Londra gli Spandau Ballet carichi di percussioni e fiati andavano al numero 1 delle charts con "Chant n°1 (I Don't Need This Pressure On)" a Milano gli State Of Art operavano nella stessa area. Consapevoli e meticolosi interpreti di un'epoca dove le mutazioni erano costanti e veloci, con una formazione aperta ed in perenne evoluzione gli State Of Art tentarono una personale fusione sonora che univa la sensibilità pop di Abc e Spandau Ballet alla tribalità metropolitana di Liquid Liquid e Talking Heads, l'energia di Funkapolitan e Pig Bag alla spigolosità new wave di Manicured Noise e Pop Group.
Ad oltre trent'anni dallo scioglimento del nucleo originale, nel 2010 gli State Of Art sono ritornati in attività con la stessa energia funk, producendo un mini album chiamato “At work”, composto da sei nuove registrazioni effettuate durante l'anno 2010 ed otto remix realizzati da alcuni dei più interessanti produttori emergenti della scena club contemporanea.
Nel 2016 pubblicano un nuovo album in vinile (con bonus cd) con otto nuove tracce dal titolo “Dreams Factory” pubblicato dalla Retrogroove Records.
Il suono del disco è una potente miscela tra l’attitudine post punk e il funk con una punta di new wave declinata al pop, fedele allo spirito originale della band ma con un tocco fresco e contemporaneo.

State Of Art:
Fred Ventura
Stefano Tirone
Livio Fogli
Andrea Poggi