Simona Barbui in arte Symo cantautrice Romana

Symo e la musica si frequentano fin da quando lei era bambina. Simona Barbui è nata a Roma nel 1991, da mamma etiope e papà eritreo: e da sempre in casa lei, le sue due sorelle e suo fratello hanno ascoltato gli artisti preferiti dai genitori – Stevie Wonder, Michael Jackson e la musica nera più in generale. “Non ascoltavo musica italiana: ma quando cantavo, cantavo anche in italiano” ricorda lei oggi.

Crescendo Simona scopre nuove voci (Erykah Badu, Lauryn Hill, le TLC, le Destiny’s Child, e l’RnB degli anni Novanta) e a sua volta viene “scoperta”… dal fidanzato di sua sorella. Michael Calandra, in arte Ringo Redstar, è metà di La Squadra: un duo che si muove nella scena rap della Capitale e nel 2005 pubblica l’album “Punto di fuga”. Michael chiede a Simona di cantare i ritornelli per due dei pezzi dell’album (che, per inciso, è coprodotto da Tommaso “Piotta” Zanello): “Pistole & Rose” e “Baba boom time”. Simona, che per l’occasione è diventata SimoB, debutta così a soli 14 anni; e non solo discograficamente, perché partecipa anche ad alcuni live.

Poi, però, La squadra si scioglie. Simona, che intanto studia e poi ha iniziato a lavorare, ha archiviato la breve esperienza da vocalista.

Passano alcuni anni, e, come destino vuole, le strade di Simona e quelle della musica tornano a incrociarsi: è l’incontro con il DJ e producer Francesco “CukiMan” Cucchi che riaccende la miccia, e che fa capire a Simona che è tempo di ripartire. Più matura, più consapevole, ora Simona – che sceglie il nome d’arte Symo – vuole anche scrivere le proprie canzoni. Vuole farlo esprimendosi in italiano, la lingua del luogo in cui vive e del quale vuole raccontare le storie, e muovendosi su sonorità RnB, new soul e afro, sostenuta dai beat creati da CukiMan, sui quali stende le melodie e le parole.

“Africa”, “Prototipo”, “Come se fosse un sogno” sono i primi frutti della creatività di Symo: e dentro questi brani si sente, come dice il verso di una canzone, che lei ha “l’Italia fuori e dentro l’Africa”.

“Oggi come oggi” spiega Symo “non sento in Italia nessuna che racconti la propria storia con questi suoni: e io cerco di farlo”.

Qualche apparizione live – poche, perché gli spazi disponibili sono quello che sono e a Symo non piace esibirsi su basi – suscita interesse, e i media le prestano fin da subito molta attenzione: si parla di lei nella rubrica “TG2 Storie”, nella rubrica “Fuori Linea” del TG3 e nel programma “DoReCiakGulp” di Vincenzo Mollica su Rai Uno; è ospite di Fiorello in “Edicola Fiore”, dove canta “Africa”; e presenta “Donna allo specchio”, una sua canzone che tratta il tema della violenza sulle donne, nel corso di un importante convegno tenuto al Senato della Repubblica.

Intanto Symo scrive e registra nuovi brani con CukiMan e con Francesco Pierguidi. Un album sarebbe anche quasi pronto; adesso a Symo serve un’etichetta discografica che le dia fiducia e sostegno. Intanto ha già pianificato le due prossime mosse: due singoli e video destinati a YouTube che usciranno nei prossimi mesi. Saranno due cover (quella di “Siamo morti insieme” di Coez e quella di “L’amore non ha padroni” di Antonello Venditti; e per questa seconda con Symo ha collaborato il suo scopritore di più di dieci anni fa, Michael Calandra).

Ma le cover sono solo una vetrina per la sua voce, così particolare e capace di comunicare emozioni. Quel che Symo vuole è scriversele, le sue canzoni: “Mi considero una cantautrice, desidero che chi mi ascolterà si riconosca nelle storie che racconto”, dice convinta.

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