Nel 2007 registra “Il giorno del metronomo”, prodotto con il supporto dell'etichetta ‘Aveit Edizioni Musicali.
Dieci brani interamente suonati ed arrangiati da Tablo per ottenere un album in bilico tra indie-pop e cantautoriale, passando da tracce intime e malinconiche ad altre di più facile ascolto.
Il primo capitolo raccoglie numerosi elogi, consentendo a Tablo (voce e chitarra) ed alla sua band (Cristian Mondini al piano elettrico, Osman Meyredi al contrabbasso e Giovanni Aimo alle percussioni) di esibirsi in diverse location, soprattutto in Lombardia.
Tablo capisce allora che si può fare sul serio e si butta a capofitto nella stesura di “Non mi senti”, il secondo disco edito dalla Mizar Records (Gianmarco Martelloni, Marydolls, Kaufman, Ettore Giuradei), un lavoro più diretto e colorato rispetto all'esordio.
Le nove canzoni che entreranno nella tracklist finale di “Non mi senti” sono quelle maggiormente “sentite” dall'artista: si parla di amore e delle sue diverse sfaccettature (“S.O.L.A.”, “Vene di neve” e “Nudo”), di un rapporto paterno (“Lezione n°3”), dell'eterna diatriba tra fede e filosofia (“Preghiera”), si osserva la società moderna come in “Dubai” (composta dopo un viaggio di lavoro nell'enorme “centro commerciale” arabo) e “I sorrisi della crisi” (l'effimera felicità del denaro).
Nella primavera del 2010 il singolo "Dubai" finisce in rotazione su un buon numero di radio nazionali che si occupano di musica indipendente, "Non mi senti" ottiene recensioni positive sulle riviste ed i siti web del settore.
Superati i 50 concerti accompagnato dai "metronomi" Tablo verso la metà del 2011 sospende l'attività live e raccoglie le idee per il nuovo disco, nel frattempo collabora con Claudio Gurra in un progetto acustronico chiamato “Protosamba”.
A quasi tre anni dall'uscita di “Non mi senti”, fotografia di un amore in declino, nel 2012 esce “Il circolo vizioso”, un nuovo album in cui Tablo racconta l’innamoramento, un'emozione che ci rende tanto vulnerabili quanto vivi. “Sei stata gentile”, “Tentazioni”, “Tu”, “Un viaggio”, “Il matrimonio di Aurora” e “Stella” sono gli scatti di un amore effimero. A chiudere il disco, invece, “La scala morale”, “Parlami” e “L’arrivista” riportano il conflitto quotidiano tra la volontà umana e le sorprese che la vita ci riserva. La forma è quella di un dialogo “a tu per tu” con la vita stessa.
Il titolo nasce dal concetto di “disco” come punto cardine di un circolo vizioso a cui le canzoni, disilluse e serene, si abbandonano. Perchè è bello poter vedere un disco principalmente come un investimento emotivo.
“Il circolo vizioso” è stato registrato in una piccola casa di legno sulle sponde del lago d’Idro chiamata “La Miopismo Studio” suonando solo strumenti pre anni ’80 e rievocando la stereofonia delle vecchie produzioni.