"Un guaito, una collisione a passo d'oca fra i Velvet Underground di Loaded e i Black Lips, unito all'energia psicotica dei Television".Q Magazine

Di Londra, ma fronteggiati da un inglese e un italiano, i Tangerines nascono nel 2015 da una prima collaborazione fra gli amici di infanzia Gareth Hoskins (voce e chitarra) e Isaac Robson (batteria), che produrrá una serie di demo dal suono grezzo e spigoloso, all'insegna del Rock & Roll più primordiale. La line-up viene presto completata dal bassista Ricky Clark e dal lead guitarist italiano, Miles Prestia, di Palermo. Quest'ultimo si unisce dopo un incontro fortuito, alle quattro del mattino, fra lui e Gareth su Coldharbour Lane, la strada che congiunge Brixton a Camberwell, e che un tempo fu dominio delle gang Giamaicane del sud di Londra. Questi luoghi ispireranno molte delle liriche del gruppo.

Da allora i quattro iniziano a comporre insieme i brani che completeranno “Into The Flophouse”, lanciando nel frattempo una manciata di singoli che li porteranno sui palchi di festival come il Field Day, il British Summer Time di Hyde Park e il Great Escape, e gli aggiudicheranno passaggi su BBC Radio 1 e 6, e sessioni live sulla FM nazionale Radio X.

Sarcastico e sinistro, obliquo e allo stesso tempo diretto, il disco di debutto ha aggiuticato ai Tangerines paragoni con i Modern Lovers e i Television, per le loro chitarre spigolose, e ai Creedence Clearwater Revival per le tonalita' country, mentre le liriche sono state accostate alla poetica trash di Willie Deville. È il sound di un gruppo che prospera nello spazio angusto del proprio sollazzo artistico, restituendo a suon di chitarra i morsi dell’ansia e dell’incertezza economica e sociale della Gran Bretagna del Brexit.

Miles Prestia afferma, in un'intervista al the Quietus: "Il Rock & Roll oggi viene prevalentemente vissuto come mero intrattenimento e musica da sottofondo, si è ridotto a semplice contenuto. Per noi invece è una sorta di valvola emotiva, e io credo che se sei onesto in ció che fai, puó ancora essere una forma d'arte. Sappiamo benissimo che alla fine verremo risucchiati in questo vortice di media divoratori di contenuto, ma continuiamo a fare la nostra musica perché è quello che vogliamo e che sappiamo fare."