Nei primi del 2010, dall’intesa musicale tra Fabio Longo ed Elia Milazzo (ex Moremachine) prende corpo il progetto "The Oppside", in seguito completato dall’approdo di Marco Barbera (Chamberlain, Il Veleno del Popolo). Il nome della band nasce dalla contrazione delle parole "opposite" e "side", le quali titolano anche uno dei pezzi più significativi del repertorio. Vuol essere un richiamo a vedere il mondo da un point of view alternativo; fare il cosiddetto “salto” dal proprio "side" a quello opposto, inteso in senso generale, al fine di acquisire quella prospettiva di altruismo che il mondo di oggi ci nega in virtù dell'ipocrisia e dell'edonismo. La ricerca di sonorità tipicamente noise, pur mantenendosi orecchiabili, sono la peculiarità principale delle tracce, come pure linee vocali parlate che si alternano e contrappongono ad altre dotate di melodia. La carenza di altri strumenti viene compensata da un intreccio caratteristico tra batteria-basso-chitarra-voce, volto a riempire i vuoti ma anche a crearli di proposito, nella ricerca di un minimalismo musicale che si contrappone ad esplosioni di suoni distorti che saturano l’ambiente. Sono stati selezionati a prendere parte a festival rock indie quali: Soundpeace, Rigenera, Indie Concept, etc. Attualmente hanno finito di realizzare il loro primo mini album di sette tracce interamente autoprodotto dal titolo: "Two hundred seconds to", registrato da Sacha Tilotta presso Dream Factory Analog Studio e masterizzato da Maurizio Giannotti.