La fine di uno e più amori diventa un disco di raffinato pop, dove rabbia, dolore e il bisogno di spensieratezza si inseguono senza mai fermarsi
Forse per arrivare al pop, o a questo pop, c'era bisogno di seguire una strada tortuosa, di quelle in cui ci si inerpica senza sapere davvero dove si stava andando. Con ogni probabilità la scintilla creativa doveva scaturire dalla fine di uno è più amori, perché poi è da questi che la musica sgorga nella sua forma più diretta e pura. Di certo serviva la combo tra voce e penna di Rareș per fare un disco come Sincero!, il terzo della sua vita artistica, punto di sintesi tra le suggestioni indie dell'esordio, Curriculum Vitae, lo sperimentalismo accennato in Folk_2021 e esasperato in Femmina. E quindi eccolo davvero, il pop, nella sua veste più elegante, quello dalla formula mccartneyana del far sembrare semplicissime delle cose complesse, per la facilità con cui arrivano addosso.
A sentire i primi singoli, Robina e Gatti, con queste melodie leggere sorrette da fiati saltellanti, ci si poteva fare l'idea che Sincero! sarebbe stato un disco più tendente a una qualche forma di allegria, almeno per quanto riguarda il suono e gli arrangiamenti. A reindirizzare la barra ci pensa il primo brano nella tracklist dopo la Intro iniziale: Giorni di sole, cantata in duetto con iako, è spleen puro, con le voci dei due che disegnano tutto lo smarrimento di chi si trova solo dopo aver investito tanto, forse troppo, in un'altra persona. "Ma senza il tuo odore un nido è un mucchio di rami" canta Rareș, su di arrangiamento vagamente jazzato che nasconde tutte le ombre della solitudine.
Per contro Gatti inizia proprio con un "cosa vuoi che mi importi": alla disperazione risponde la fierezza, una forma di libertà che riprende quella dei topi che ballano quando il gatto non c'è (non l'unica immagine proverbiale sparsa nel disco, come se anche questa fosse una maggiore apertura verso il pop). Ed è qui che si intuisce che Sincero! non intende soffermarsi su uno stato d'animo, ma su tutto il turbinio di emozioni che si scatena quando una relazione finisce. Prendiamo Bella giornata, tra i brani migliori del disco: qua a emergere è una forma di accettazione, la consapevolezza che le cose sono andate come dovevano e che, alla fine, va bene così, per quanto si possa comunque soffrire. Ed è lì, in quella coltre di apparente spensieratezza disegnata dal clarinetto che avvolge il brano, che arrivano poi passaggi che spezzano le gambe come: "Ti ho vissuta cento volte, altre cento ti vivrei, ma se senti ancora un cuore fossi in te io partirei".
Ci sono poi le collaborazioni, che passano sia dai musicisti che partecipano alla realizzazione del disco - a cominciare da chi c'è da sempre, come Novecento e Marco Giudici - ai feat. annunciati come il già citato iako, Okgiorgio alla produzione di L'amore è un'altra cosa (picco malinconico del disco), o Faccianuvola. Il feat. con quest'ultimo, Hanno previsto pioggia, continua il legame sancito da agosto, brano realizzato insieme per il disco del valtellinese dell'anno scorso: ma se in quel caso erano i synth scalpitanti a dominare lo scenario, qua è la dimensione analogica a essere protagonista, con questi accordi di piano marcatissimi a sottolineare la sensazione di attesa evocata nel ritornello.
E fa un po' ridere che se Iubi kisse me iubi, da Femmina del 2023, Rares si chiedeva testualmente "dove cazzo è Truppi", ora abbiamo una risposta: all'undicesima traccia del suo disco successivo, Strappacuore. Una canzone stupenda, con un arrangiamento fatto di pochi elementi che si fanno cascata emotiva, che ribalta proprio per la delicatezza e l'onestà - Sadness as a Gift di Adrianne Lenker sembra aver dato un'ottima lezione in questo senso - con cui confessano gli effetti più strazianti dell'amore.
Se 69 Love Songs dei Magnetic Fields - quella che dovrebbe essere la Bibbia per chiunque voglia imparare a fare canzoni d'amore, almeno secondo chi vi scrive - punta a essere un compendio dell'amore visto da mille prospettive e persone diverse in momenti della vita diversi, Sincero! sembra declinare quella ambizione in piccolo, puntando la lente sul marasma emotivo che travolge quando una relazione finisce e bisogna capire cosa farne, di tutto quel sentimento, quando non c'è più la persona a cui darlo. Rareș ne ha fatto un disco. E gli è uscito pure parecchio bene.
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La recensione Sincero! di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-05-15 00:00:00

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