Sofia AraOLOturie..2026 - Sperimentale, Glitch, Elettronica

Disco della settimanaOLOturie..precedente

L'esordio di Sofia Ara è la condensazione sonora di un ambiente marino oscuro e affascinante: glitch e flauti, strati di voci e cassa dritta, un piccolo affresco di sperimentazione pop

Ogni tanto dai meandri della nostra discografia spuntano fuori dei piccoli manufatti oscuri e sorprendenti. Si tratta di musica che rivela la profondità del suo suono mentre si consuma nello stereo. Musica che ha bisogno di essere riprodotta per ripulirsi a contatto con l’aria, o con l’acqua, e che trova il suo collocamento stilistico in un groviglio di strumenti maneggiati e trasfigurati, senza la necessità di essere però seriosi e austeri. Sofia Ara ha deciso di prendere un essere così bizzarro e specifico come il cetriolo di mare per dare nome al suo primo disco, per gli amici e per la scienza OLOturie..

Una denominazione, con variazioni di carattere e due punti di sospensione, un titolo totalmente a suo agio con i vezzi grafici che la tecnologia ci regala anche involontariamente, ma soprattutto un titolo che tematizza immediatamente una manciata di canzoni, per 23 minuti appena di musica, e li catapulta in una dimensione precisa, sottomarina, elettronica, bizzarra e affascinante.

Quello di OLOturie.. non è un viaggio, ma la condensazione di un unico momento, rallentato e analizzato fino allo sfinimento, dei fondali marini. L'occhio di Sofia Ara si insinua nei dettagli della vegetazione, anche dove la luce non rivela nulla, e pennella coi suoi flauti dei momenti di sperimentazione pop assolutamente convincenti. Non si accontenta dei suoni soffusi, seppur molto belli, con cui dà inizio alle danze, ma si prende il rischio di strappare le maglie, di violare le strutture dei suoi pezzi.

In questo DIVISODUE è un brano esemplare, perché nei glitch sonori, nella stratificazione attenta di cori e voci subentrano dei suoni di chitarra che rimandano necessariamente al mondo della produzione lo-fi, e un suono che pare un carillon distorto. A partire da BUIO LUCE invece sono i drop con cassa dritta e synth a farla da padrone, come duplice faccia di questo progetto, che quasi sembra riflettere involontariamente la luce sonora che filtra nell'acqua, per trasformarla in modo spregiudicato.

L'idea del consumarsi emerge nel brano più chiaro liricamente, MORIRE, oscuro e in fuga dall'idea della fine, che fa il paio con TI SCORDERÒ, uno strano inneggiare all'dea di lasciar andare. I toni sono quelli della danza macabra fatta di strumenti a fiato e percussioni elettroniche, che impongono ai corpi di cadenzare i movimenti, di celebrare la fuga, questa volta da qualcosa di materiale, o addirittura di vivente. 

Quello che colpisce di questo lavoro di Sofia Ara è la disinvoltura con cui la musicista romana passa da un impulso all'altro, da una sfumatura all'altra del suo blu scuro, senza voler cancellare i gradini, le asperità del suono. OLOturie.. suona convincente proprio perché tutte le difficoltà del suo assemblaggio sono evidenziate, messe in risalto, senza mosse furbe di appiattimento. E dunque, quando è l'ora dei saluti, quando anche CASCATE esaurisce la sua discesa in cassa dritta, ricordandoci con nostalgia alcune follie della prima Elasi, non ci siamo accorti che sono passati appena 23 minuti. Il tempo è stato condensato, il suono si è ripulito da solo scontrandosi con l'ossigeno dell'aria, tutti i glitch di Sofia Ara sono pronti per essere trasformati nuovamente, fino al prossimo ciclo di sperimentazioni marine.

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La recensione OLOturie.. di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-11-06 00:00:00

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