AleX Bevilacqua Visioni d'insieme 2012 - Cantautoriale, Pop rock

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Un'opera spesso imbarazzante, soprattutto quando prendono il sopravvento arrangiamenti sintetici e liriche in rima

Di sicuro l'avrò già scritto fino alla noia e di certo non sarò stato il primo: tra i tanti "contro" dell'evoluzione tecnologica, la possibilità che chiunque possa registrare della musica non è affatto un bene. Alex Bevilacqua fa parte di quella schiera di autori che ha sfruttato in pieno questa opportunità, dimostrandosi anche molto molto prolifico se andiamo a scorrere i titoli che compongono la sua nutrita discografia.

L'esordio effettivo arriva però solo nel 2012 e, a voler essere cattivi, verrebbe da esclamare un (liberatorio) "Per fortuna!". "Visioni d'insieme" è infatti una raccolta di canzoni che a tratti imbarazza, soprattutto quando il micidiale mix di arrangiamenti sintetici e liriche in rima, cioè per 2/3 dell'album, prende il sopravvento. Liriche, tra l'altro, quasi sempre intrise di paturnie amorose, come ad esempio, in "Volàno dei vorrei" (occhio a dove mettete l'accento),: "Io sono più selvatico di te / vivo senza regole ma potrei pure inventarmele / per far piacere a te che non senti come me / non hai occhi uguali ai miei e non tracci traiettorie / col vòlano dei vorrei"; oppure, per dirne un'altra, "Qualcosa che non sembra noi" recita: "Ho negli occhi un segnale che mi indica stop / nelle orecchie un rumore che ignorare non so /vorrei lasciarmi andare but my instinct says “no”".

Ma i tentativi per diversificare l'amaro boccone ci sono: con "Opera di bene" si prova persino (con l'aiuto di Tania Furia) a replicare la formula baustelliana, azzardando un duetto sulla falsariga dell'accoppiata Bastreghi/Bianconi; il risultato non è disastroso come il resto, ma siamo lontani anni luce dal minimo sindacale. D'altronde anche stavolta il testo non aiuta: "Credevo fosse forza e movimento e che volesse vivere a New York / invece ha il tempo fermo di Parigi sospeso tra gli umori di un bistrot / ma i suoi borghesi non son più salauds”.

Per farla breve, il tentativo è quasi sempre quello di parlare/raccontare dell'amore cercando di escogitare il maggior numero di calembour linguistici per differenziarsi dalla formula "sole, cuore, amore". Passino le buone intenzioni, ma l'esito - sempre per evitare le cattiverie - ci pare quantomeno dubbio. Se poi considerate che, scorrendo i credits, Lele Battista risulta arruolato come co-arrangiatore e co-produttore, viene da pensare che, visti e considerati gli scarsissimi risultati, si potrebbe proporre come caso del prossimo "Trova l'intruso" su "La settimana enigmistica".

In definitiva, non me ne vogliano i protagonisti, ma di "Visioni d'insieme" non c'è da salvare nulla, neppure la buona volontà.

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La recensione Visioni d'insieme di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2013-01-21 00:00:00

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