Flaza 13 2022 - Pop, Trap, Urban

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Una cameretta in cui far danzare la coscienza, senza la paura di sembrare necessariamente più grande.

L'essenza di bambina, già dalla copertina del disco. Una voce così sottile ma piena di personalità. I segreti affidati a un diario, che in questo caso, però, è un disco. Flaza arriva al primo album, 13, un numero portafortuna – o portasfortuna, a seconda del luogo – figlio perfetto della giovane età della sua autrice, ma anche della musica che i suoi coetanei hanno nelle playlist.

Le Paranoie vengono vomitate con pochi filtri – eccetto autotune – sulla produzione di Matteo Alieno, cantautore, e non beatmaker "puro", e che ha un approccio più da band che da campionatore: i pezzi è facile immaginarli suonati in concerto. Che siano incertezze adolescenziali o incazzature generazionali sono rese con infantile – ed è un complimento – immediatezza. Non va in cerca di amori eterni ma "soltanto tenerci la mano" – Gioco – e i personaggi delle canzoni non sono accondiscendenti l'uno con l'altro, ci si spinge a stare meglio, e uscire dalle tristezze – Blu, commovente esempio di questa attitudine –.

Nonostante la forte intenzione rappata, sono canzoni cantabilissime a squarciagola, mentre le parole aggiungono il retrogusto trap. Come molti della generazione a cui appartiene, Flaza cita gli ascolti "familiari" – Celentano nella arrabbiatissima Nuvole – e non cerca per forza le parole o i suoni più duri, ma apre le porte a sentimenti delicati e fragili come a piani acustici e chitarre limpide, come in quella Crisalide che spunta spesso e volentieri sugli schermi di MTV.

Esattamente a metà tra il cantautorato di Ariete e la metrica di Madame, con il gusto per le melodie di Mecna, e qualche distorsione e virata elettronica alla Billie Eilish – Bugia, Luna – in un album che raccoglie storie e pensieri che non hanno paura di sembrare più grandi e maturi di ciò che sono. Una ragazza che racconta la sua crescita che, anche nei momenti più introspettivi, come il Tango Americano danzato con la coscienza nei panni di una "bambina ubriaca" si dimostra onesta e fedele a se stessa: come una teenager può essere liberamente nella propria stanza.

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La recensione 13 di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2022-03-11 00:44:00

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