Roberto Cicogna Saluti da Parì 2024 - Pop, Indie, Folk

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Una sorta di cartolina alternativa, dove di Parigi non si vede la Tour Eiffel e nessun altro monumento storico, ma dove a farla da padrona è la fantasia, l'invenzione.

Saluti da Parì è il nuovo lavoro di Roberto Cicogna, artista milanese già comparso sul nostro portale che fa parte di un particolarissimo filone artistico che ha scoperto la propria America nel mercato musicale francese, al pari di artisti del calibro di Andrea Laszlo De Simone, Giovanni Truppi, Madame o ancora Cosmo, Liberato e Giorgio Poi.

Si tratta di una raccolta di otto brani in stile pop melodico nel solco del pop d'autore all'italiana, con un occhio verso sonorità e attitudine più contemporanee.

Si apre con Solo in un caffè, leggera e saltellante, con basso e batteria essenziali ma sufficienti a dare groove, tastierine percussive, una chitarra pulita e alcuni synth molto puliti e melodici. La voce si presenta subito nella sua pasta timbrica riconoscibile e caratteristica, con dei coretti che aggiungono tridimensionalità ad un arrangiamento molto accompagnato.

Stesso concetto per Lucia, con un basso più presente e un'interpretazione più graffiante, ma sempre abbastanza leggera per non appesantire l'atmosfera che rimane ballabile su un testo che una continua invenzione di immagini e descrizioni godibili.
Via Cappuccio tiene ancora stretto lo stesso andamento, lo stesso mood dei coretti ma stavolta all'arrangiamento si aggiunge uno strumming di chitarra acustica dal suono ben definito e caldo. Il riff sostenuto dalla chitarra elettrica elettrica rende il pezzo riconoscibile e contribuisce ad accompagnare la voce nelle varie transizioni. Bella la tessitura di synth all'inizio della seconda metà della canzone.

Un cambio di passo è da segnalare in L'Isola di Matteo, che si presenta con un'intimo duetto piano e voce. I testi si muovono sempre sulla costruzione di immagini e frasi che delineano perfettamente i personaggi e la loro poeticità. La canzone prosegue poi con l'inserimento degli altri strumenti in un crescendo che ci riporta pari pari alle sonorità delle canzoni precedenti.

Luna in pesci è la ripartenza, con un bello strumming acustico percussivo e un suono sintetico che accompagnano la voce su una batteria che entra nel primo ritornello. Buon lavoro di armonizzazione delle voci, che restituisce un suono ben compatto e credibile.
Il portiere si apre con archi e chitarra acustica ed è una ballata in tre in cui la voce è accostabile al timbro del primo Diodato, ma più essenziale e meno incline a vibrati e svisate. Bello il synth che riempie il sound con un portamento in sincrono col beat, fino ad uno svuotamento che rimette il focus sulla voce e funziona alla perfezione per la ripartenza progressiva dell'arrangiamento. Forse la canzone più completa e più trascinante al livello di pathos, nonostante il testo sia disimpegnato e leggero.

Autostrada è un altro colpo d'acceleratore, con voce che finalmente graffia sulla gola e tira fuori un timbro molto interessante. Il groove è dato ancora una volta più dalla chitarra acustica che dalla sezione ritmica più che essenziale fatta di tamburello e basta nella prima strofa. C'è un gusto country che colora una canzone ricca di dinamiche. Ci sarebbe stato molto bene anche uno special.
Si chiude il sipario con Questa non è per te, altra ballata che parte con chitarra acustica e pianoforte con voce parlata in apertura che prende forma e linea melodica pian piano, inscatolata in un filtro che la rende telefonica, focalizzata sulle frequenze medio alte. Anche l'arrangiamento cresce piano per aggiunta di strumenti e di frasi strumentali.

In conclusione Saluti da Parì è un disco che suona bene, risulta omogeneo all'ascolto e presenta alcune canzoni molto ispirate, altre che giocano sulla furbizia tipica del pop e sulla qualità dell'insieme.
Non ci sono virtuosismi strumentali, tantomeno vocali ed è evidente che questa confort zone scelta a tutti i livelli funzioni e non crei tensioni e pathos da "giocoleria tecnica" che potrebbero togliere il focus dalle canzoni e dalle parole.

Si tratta di un disco, come detto, ben suonante, ben suonato e ottimamente confezionato per cui l'ascolto risulta fluido e piacevole, forse alcuni arrangiamenti si somigliano troppo tra loro, ma anche l'omogeneità dell'insieme potrebbe benissimo far parte di una scelta stilistica precisa e voluta.
Ha molto potenziale radiofonico per la struttura delle canzoni facilmente rintracciabile e per le durate delle canzoni, sempre abbastanza contenute, per quanto siano poche le tracce sotto il minuto e mezzo.

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La recensione Saluti da Parì di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2024-02-22 16:10:10

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