MarcoNardoneNei musei e nei cimiteri2025 - Indie, Folk, Pop rock

Nei musei e nei cimiteriprecedenteprecedente

Un brano che trasforma la provincia, la memoria e l’immobilità emotiva in racconto cantautorale intenso.

Tra le pieghe di un cantautorato che non cerca scorciatoie emotive, Marco Nardone si muove con passo lento e consapevole, scegliendo la sottrazione come punto di partenza, non di arrivo. La sua scrittura abita luoghi marginali, geografici e interiori, dove il tempo sembra fermarsi e la vita si consuma senza clamore: davanti a un bar di provincia, lungo una rotatoria, dentro una noia densa che non fa rumore ma lascia segni profondi.

“Nei musei e nei cimiteri” si inserisce con naturalezza in questo immaginario, restituendo un racconto sospeso tra memoria e immobilità, tra ciò che viene conservato e ciò che è definitivamente perduto. Musei e cimiteri diventano spazi simbolici, territori della conservazione e della fine, luoghi in cui il passato continua a esistere sotto forma di traccia. Nardone li attraversa senza retorica, con uno sguardo lucido e partecipe, trasformandoli in una potente metafora esistenziale.

Sul piano musicale, il brano costruisce con pazienza una traiettoria emotiva precisa. L’inizio è trattenuto, quasi dimesso, ma progressivamente la struttura si apre, gli strumenti si stratificano, il suono prende corpo. Il climax non è solo un espediente formale: è il momento in cui il racconto smette di osservare e inizia a sentire. La voce, fino a quel punto controllata, esplode con intensità, lasciando emergere una tensione emotiva che ribalta la quiete apparente dell’ascolto.

L’arrangiamento accompagna questa crescita con intelligenza, evitando l’enfasi facile ma puntando su una progressiva densità sonora che sostiene il testo senza soffocarlo. Il risultato è un equilibrio riuscito tra introspezione e slancio, tra racconto e confessione, in cui la dimensione folk si apre a una forma più ampia e corale.

La scrittura resta il cuore pulsante del brano: concreta, visiva, capace di raccontare un mondo preciso – quello della provincia evocata dall’autore, romano d’adozione ma figlio di un altrove più stretto e soffocante – e allo stesso tempo di parlare a un disagio condiviso. Non c’è denuncia né compiacimento, solo la consapevolezza che, a volte, la vita si muove lentamente tra ciò che è già stato archiviato e ciò che aspetta di essere sepolto.

Con questo inedito, Marco Nardone conferma una voce autoriale matura, capace di unire scrittura e costruzione musicale in un unico gesto espressivo. *L“Nei musei e nei cimiteri” anticipa con coerenza il percorso di "Al cuore, Ramon", EP d’esordio in uscita a gennaio 2026, e ne suggerisce l’urgenza: raccontare la fragilità quotidiana non come limite, ma come materia viva della canzone.

---
La recensione Nei musei e nei cimiteri di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-01-02 09:09:59

COMMENTI

Aggiungi un commento Cita l'autoreavvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussioneInvia