Se hai mai sognato di pogare sulle teorie del complotto, questi tre minuti hardcore, con accenni di nu metal e di screamo, sono il posto perfetto
"Stamattina ho visto 'sta roba su internet, dove praticamente c'era scritto sopra che gli asiatici c'han gli occhi piccoli perché in realtà sono dei rettili e così nascondono gli occhi da rettili". Non è tanto la frase d'apertura del brano che mette subito in chiaro dove ci stiamo trovando, quanto, probabilmente, il successivo "cioè, cazzo, ha senso". Che non c'è proprio nessun senso, come non c'è alcun senso in questi tre minuti pieni di parole, riferimenti, teorie - e proprio questo è il bello.
Arrivano da Verona, i Kamikaze Lavanda, dal casello nord, per la precisione, ma della bellezza borghese, pulita ed educata della città veneta dove ho trascorso gli anni dell'adolescenza non hanno nulla. I Kamikaze Lavanda sono una band hardcore, dal sound grunge, nu metal, che sfiora talvolta lo screamo. Gli strumenti, li pestano che se potessero spaccarli ogni volta che suonano sarebbero molto felici, la voce di Marvin è graffiata, l'attitudine è irriverente e iconoclasta (quanto meno in potenza, che per ora non sono andati a scomodare nulla di sacro, in senso stretto o in senso laico).
Asiatici rettili è una canzone ironica su tutte le teorie del complotto diventate negli anni talmente assurde e diffuse che fanno il giro, e stai a vedere che a forza di riprenderle con sarcasmo uno finisce che a qualcuna magari poi ci crede. Dico "tutte" le teorie del complotto, perché malgrado la durata contenuta del brano, c'è spazio davvero per ognuna. Big Pharma? Presente. Il 5G? Chiaro. Soros, "non ce lo dicono", i generici "poteri forti", la sostituzione etnica, la terra piatta? Eccole. Citate tutte quante in successione, con rabbia e con vigore, fino a fare esplodere la testa.
Non so se qualcuno ha mai sognato di pogare sulle teorie del complotto: nel caso, questo è il posto perfetto. Quanto ai Kamikaze Lavanda: hanno scelto di fare razzia di tutte le teorie in questa canzone, e quindi le prossime dovranno andare altrove. Rimane certamente la curiosità di capire quale sarà, questa direzione (e la voglia, comunque, di farci un salto, dentro al pogo).
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La recensione ASIATICI RETTILI di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-03-10 10:22:00

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