Non avere paura, inventeremo un mondo nuovo e lo canteremo insieme la sera tardi
La scrittura di Daniele Zurzolo in arte ZVRZ! ha un effetto simile allo scatto di una macchina fotografica analogica impugnata con emozione da una mano un po' tremante. I colori sono in bianco e nero, le immagini risultano leggermente sfocate e quindi più magiche, le sensazioni risaltano vivide.
E non c'è vena migliore per raccontare le insicurezze, le contraddizioni, le debolezze, le confusioni e le "confessioni" di una generazione che si perde di giorno e fa tardi la sera. Ascolta poco e fa fatica a capire chi è. La paura è la sua "condizione" naturale.
Ma proprio da quella fragilità nasce il bisogno di immaginare un altrove possibile. Per sfuggire, almeno con il pensiero, si può sempre reinventare un mondo migliore, senza guerre né "gente che si uccide per niente", con i pianoforti "di tutti i colori" a dare bella mostra di sé "sopra i balconi", come piccoli atti di una rivoluzione gentile.
A partire dal gioco di parole nel titolo del brano, Stelle come te (..."e come me"), nel corso della composizione si fa strada un pop cristallino con dentro una forte anima cantautorale e una matrice indie, unite alla consapevolezza e alla voglia di essere serenamente alternativi, senza ostentarlo.
L'artista di Torino sceglie con allegra profondità le parole del testo - i versi sanno guardare oltre la superficie con intensità -, orchestrando al contempo un arrangiamento musicale improntato alla leggerezza, sia con le chitarre di Simone Carugati e Filippo Giomo, che si occupa anche della produzione con Luce Vergano, sia con le tastiere (abbastanza in primo piano), i Rhodes e i cori di Beatrice Decaroli.
L'apparente spensieratezza non sminuisce il peso specifico e il valore del contenuto. Lo rende solo più accessibile.
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La recensione stelle come te di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-01-30 00:00:00

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