Tra nu funk e inquietudini generazionali, il convincente inizio di un nuovo corso meno "esterofilo" e più nostrano.
Catastrofi e pensieriè il singolo con cui gli humble, progetto musicale bolognese formato da Umberto De Candia ed Enrico Zurma, oltre a inaugurare il loro 2026, hanno deciso di aprire un nuovo corso artistico. Un cambio di direzione che oltre a segnare il passaggio alla lingua italiana - mettendo in archivio i testi in inglese di Getaway, il loro disco d'esordio - dà il via a una serie di brani che verranno pubblicati a cadenza mensile, pensati come rampa di lancio verso il secondo album della band, atteso per la fine dell’anno.
In poco più di tre minuti, il duo emiliano costruisce nel suo ultimo pezzo un riuscito gioco di contrasti tra sonorità fresche e versi attraversati da una tangibile vena malinconica. Catastrofi e pensieri mette in mostra una spiccata anima nu funk, sorretta da un basso super groovye batterie scandite da rullanti secchi e taglienti su cui si adagiano con naturalezza riff di chitarra brillanti e sincopati, capaci di dare movimento e colore alla base ritmica.
Un tris strumentale che non rinuncia a flirtare con l’eleganza notturna della contemporary R&B, grazie a incursioni di synth morbidi e atmosferici. Questi ultimi, agendo come un collante discreto e silenzioso, smussano gli angoli della traccia, dandole un’aura decisamente più levigata e avvolgente.
Su questagrooviness elegante e moderna, la voce calda e un po’ velata - quasi à la Ghemon - di De Candia srotola strofe e ritornelli in cui vengono messe sotto la lente d’ingrandimento ansie, paranoie e pressioni sociali che gravano sui trentenni di oggi come un'inquietante spada di Damocle. Una generazione sempre più succube di un tris mortifero, composto da incertezze economiche, precarietà lavorativa e burnout emotivi.
Catastrofi e pensieri
Stavo bene fino a ieri
Overthink a colazione
Sono io la mia ragione
Cantano gli humble nel secondo ritornello del loro ultimo singolo. Con Catastrofi e pensieri, De Candia e Zurma scelgono di rimettere mano alla propria identità, sia sul piano musicale che lirico, spostando il baricentro del progetto dalle marcate suggestioni anni ’70 che animavano i lavori precedenti verso territori più contemporanei e "nostrani".
Un rinnovamento in grado di suonarenon come una rottura forzata ma come un’evoluzione naturale, che oltre a dimostrare la volontà degli humble di "non dormire sugli allori", accende una viva scintilla di curiosità verso le loro prossime uscite previste per questo 2026 appena iniziato.
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La recensione Catastrofi e pensieri di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-01-26 00:10:00

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