Il mondo exotico dei Misteriseparli.
Questo è un album fuorviante. Che svia. Depista. Mette fuori strada. A partire dal titolo. Leggi Mondo Exoticoe vengono in mente il lounge, il dj sulla spiaggia con il cocktail in mano, il tipo che se ne intende che ci ricorda quanto sono fighe le compilation della Irma Records o delle Easy Tempo. Poi inserisci la puntina tra i solchi (sì,Mondo Exotico è disponibile anche in vinile) e si ha l’impressione di dirigersi da un’altra parte: quel suono di urla di gabbiani, o comunque di qualche volatile, non ricorda forse l’incipit di A Salty Dog dei Procol Harum? Sì, lo ricorda, ma forse è una casualità. O anche no, perché ai Misteriseparli piace mischiare le carte, manipolarle, amalgamarle, metterle insieme. Certo, siamo lontani da un ipotetico mash-up tra lounge e le vecchie glorie del rock sinfonico - peraltro, il risultato sarebbe quantomeno osceno - ma il concetto è quello. Al di là delle distanze del caso.
I Misteriseparli sono Andrea Sestri e Giuseppe Palmieri, in due hanno messo in gioco l’attrazione per l’elettronica avvicinandola ad altri stili, ad altri richiami. A partire da Big Tail. Gabbiani a parte, il pezzo ruota attorno alla circolarità della chitarra elettrica, a un mood rilassante e ipnotico, a qualche richiamo etnico. Niente a che vedere con Off to Nowhere con i suoi ritmi house, mentre la voglia di abbandonarsi alla pista è un richiamo che non si può e non si deve rifiutare.Kaboobie conferma quanto di buono si è sentito con la traccia precedente, anche se il portamento sembra più maestoso e sperimentale, un po’ in stile club alternativo piantato davanti a una spiaggia di Ibiza o giù di lì. Flash Gordo è ritmo, groove e maracas impenitenti, Nile Rodgers che arriva e ti regala una schitarrata, le tastiere acide: pura goduria. Brujeria sa di dance senza se e senza ma, tocchi in arrivo dagli anni ’80 (che roba quel synth!) e il dj che ci ricorda come ci ha salvato la vita. Chiude la processione la malinconia latente di Noloso, più di otto minuti tradotti in una lenta cavalcata dove i suoni si fanno più ricercati e meno istintivi: inevitabile il collegamento con gli Air postMoon Safari.
Poi, non è vero che il tutto sia fuorviante. Lasciate perdere il lounge e i Procol Harum, tirati in ballo a mo’ di scherzo innocente: qui la sostanza è tanta e tra computer, dance, melodie piegate all’elettronica e al suono sghembo della sei corde elettrica, ci si diverte e più non posso.
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La recensione Mondo Exotico di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-01-11 17:43:00

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